Sanihelp.it – Eccoci con il terzo e ultimo appuntamento con gli anticoncezionali ormonali alternativi alla pillola. Oggi parliamo dei due contraccettivi a base di solo progestinico, la spirale medicata e l’impianto sottocutaneo: a differenza degli altri già trattati, cioè l'anello vaginale e il cerotto transdermico, vanno applicati dal ginecologo e, una volta inseriti, svolgono la loro azione per un tempo molto lungo, di 3-5 anni. Occorre quindi aver preventivato di attendere a lungo prima di un’eventuale gravidanza .
«Entrambi questi sistemi, oltre a svolgere una funzione anticoncezionale, poiché sono a base di soli ormoni progestinici, possono essere indicati anche per trattare problematiche come endometriosi e flussi mestruali particolarmente abbondanti» spiega il professor Massimo Moscarini, presidente dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani. A maggior ragione, quindi, questi anticoncezionali vanno prescritti dallo specialista, valutando la situazione della singola donna.
La spirale medicata è un piccolo dispositivo in plastica a forma di T, che viene inserita nell’utero dal ginecologo, sotto controllo ecografico, e viene poi rimossa sempre dal medico dopo 3-5 anni: durante tutto questo tempo sono necessari controlli ginecologici periodici, per verificare che non si verifichino problemi e complicanze. «Va inserita infatti in condizioni di sterilità assoluta, per non rischiare di portare batteri dalla vagina all’utero. Inoltre può esporre ad alcune complicanze, soprattutto infezioni uterine, che possono, nella peggiore delle ipotesi, compromettere la fertilità futura oppure può spostarsi e richiedere un intervento chirurgico per la rimozione» avverte Moscarini. «È consigliata solo a chi ha già partorito almeno una volta, perché dopo una gravidanza il collo dell’utero è più largo e permette un inserimento meno doloroso della spirale».
L’impianto sottocutaneo, invece, è una sorta di bastoncino in materiale sintetico che viene inserito dal ginecologo sottopelle, attraverso una microincisione, nel solco interno del bicipite del braccio sinistro per le destrimani e destro per le mancine. Si mantiene in sede per un massimo di tre anni e anche la rimozione va fatta dal ginecologo. «È ben tollerato: non si sono registrati casi di spostamento dell’impianto e grazie alle più innovative tecniche di inserimento, con un dispositivo specifico, l’applicazione non è particolarmente fastidiosa e non ci sono sostanziali rischi di danneggiare nervi o vasi sanguigni» spiega il professore.