Sanihelp.it – Finalmente dopo mesi di continue manifestazioni, richieste e denunce da qualche giorno il canile lager di Green Hill è stato messo sotto sequestro per effettuare dei controlli. La Procura della Repubblica in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, sta eseguendo gli accertamenti grazie alla mobilitazione e alle denunce pervenute da Lav (Lega AntiVivisezione) e Legambiente.
«Grazie agli atti presentati dalle due associazioni è stata finalmente riaperta l’inchiesta giudiziaria sulle modalità di detenzione degli animali nella megastruttura. – ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente della LAV – Ci auguriamo che gli accertamenti in corso, disposti dalla Procura, possano fare luce, definitivamente, sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura in attesa della spedizione verso gli acquirenti, e sull’impossibilità di Green Hill di garantire il rispetto delle necessità fisiche e comportamentali dei cani, visti i numeri enormi di cui si parla».
«Speriamo che questi nuovi sviluppi mostrino chiaramente gli orrori della vivisezione e portino in primo piano le ragioni scientifiche ed etiche di chi la combatte, – afferma Michela Kuan, biologa, responsabile LAV settore vivisezione – un atto importante in un contesto finora considerato intoccabile come la sperimentazione animale».
Dalle prime indagini sono emersi particolari agghiaccianti: sarebbero state ritrovate numerose carcasse di cani in celle frigorifere e più di 400 cani senza microchip. Non è molto chiaro il motivo della detenzione di queste carcasse e di come siano morti questi poveri cani però speriamo che possa essere fatta giustizia al più presto.
Sono tre le persone indagate in concorso fra loro per il reato di maltrattamento di animali (art.544 ter del codice penale) nell'ambito dell'inchiesta e i beagle non potranno uscire dall'azienda: ogni spedizione è stata sospesa e, almeno per ora, siamo certi che i cuccioli non andranno a finire su un tavolo da laboratorio.
Moltissime persone si sono mobilitate per offrire una casa a questi piccoli amici che finalmente in una famiglia potrebbero ricominciare a vivere, ma per ora, visto il sequestro probatorio, nessun animale può uscire dall’allevamento e nessuna richiesta di adozione può essere accolta.
La LAV, insieme a Enpa (Ente Nazionale Protezione Animale), Leidaa (Lega Italiana per la Difesa degli Animali e Ambiente), Lega nazionale per la difesa del Cane e Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animale), riunite nella Federazione Italiana Diritti degli Animali e Ambiente, ha chiesto al Presidente del Senato Schifani una svolta per l’approvazione dell’articolo 14 della Legge Comunitaria 2011.
Ormai non è più possibile aspettare e bisogna assolutamente votare per approvare questa Legge perché la lobby che sta dietro alla vivisezione è molto forte e stanno cercando in tutti i modi di sfoderare una contromossa per fronteggiare questo attacco.
Speriamo in notizie confortanti nei prossimi giorni per poter finalmente esultare della chiusura del canile lager di Green Hill.