Sanihelp.it – «Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle» è il dissacrante titolo di un'opera dell'autore americano Charles Bukowski. C'è chi la considera una cavità buona solo a farsi i dispetti a suon di solletico: chi invece la ritiene un'autentica zona erogena; chi se la depila; chi invece mantenendola nature, come negli anni '80, riafferma il ritorno di un simbolo femminista. Comunque la si pensi, le ascelle sono sempre destinate a dividere: soprattutto per il fatto che, essendo ricche di ghiandole sudoripare, se non adeguatamente igienizzate rischiano di possedere un impatto sociale devastante per chiunque, visto l'odore acre che possono emanare.
Due ricercatori dell'Università di York, Daniel Bawdon e Gavin Thomas, hanno ritenuto a ragion veduta potesse essere di pubblica utilità, tanto più con l'avvento della bella stagione e delle giornate calde, indagare sui motivi che portano la cavità sotto il braccio ad emanare il tipico miasma: l'analisi si è ovviamente soffermata sulle ragioni scientifiche, che esulano dalla semplice scarsa igiene personale. Lo studio, pubblicato in questi giorni sul quotidiano inglese The Independent, ha finito con l'attribuire la responsabilità dell'odore al batterio Staphylococcus hominis, uno dei tanti microrganismi presenti nelle nostre ascelle, sicuramente il più molesto.
I ricercatori hanno spiegato che a rendere nauseabonde le molecole che emaniamo, solitamente inodore sono i tioli, composti organosolforosi che i germi producono una volta ingerito il nostro sudore e che presentano un odore di volta in volta simile a quello delle cipolle, della carne o dello zolfo. È dunque l'interazione con la flora batterica che determina l'olezzo. Analizzandone i geni, gli studiosi sono così riusciti a determinare chi fosse il responsabile del cattivo odore: una scoperta utile soprattutto per l'industria dei deodoranti, che potranno ora concepire prodotti non già volti alla sopraffazione dell'odore con altre fragranze, o all'eliminazione dei germi, bensì all'annullamento della produzione dei tioli molesti.