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Dall’estate all’inverno: gli effetti sulla pelle

Sanihelp.it – Alla fine dell’estate, e in vista della stagione fredda, è tempo di bilanci per la pelle. «Non sorprende – spiega il professor Antonino Di Pietro, specialista in Dermatologia e Venereologia – che, dopo mesi di esposizione ad agenti esterni quali calore, radiazioni luminose, vento e salsedine, la pelle, a settembre, appaia più secca e opaca. Con il passaggio autunnale, poi, si screpola più facilmente e i suoi capillari sono più dilatati perché ha dovuto difendersi dalle aggressioni estive.


«Il freddo provoca un restringimento dei vasi sanguigni – precisa Di Pietro – che è causa di disidratazione della cute. Per prevenirla, non solo dobbiamo prestare attenzione agli sbalzi di temperatura ma anche all’umidità. Quando la pelle è umida, infatti, si raffredda velocemente e si alterano i lipidi cellulari, che perdono di coesione e si spaccano, favorendo la comparsa di arrossamenti e screpolature. D'inverno, poi, aumenta l’inquinamento e sulla pelle si depositano le polveri sottili di idrocarburi che alterano il film lipidico superficiale, facendo aumentare la sensibilità cutanea, fino alla comparsa di dermatiti».

Che fare allora? «Dobbiamo prenderci cura della pelle con sostanze e principi attivi in grado di ricreare un buono stato corneo superficiale, reidratando la cute ed evitando l’effetto mela raggrinzita. Ciò avviene sia assumendo sostanze per bocca, come vitamine, aminoacidi, sali minerali, sia con l’utilizzo di creme. È necessario bere almeno due litri di acqua ogni giorno, ma anche applicare quotidianamente un trattamento anti-age specifico, con principi attivi che prevengano la disidratazione e migliorino la funzionalità della barriera cutanea.

Come la vitamina E, che aiuta il processo d'ossigenazione, aumenta il turgore della pelle, la sodezza e l'elasticità, l’olio di Argan, ricco di acido linoleico e oleico utili per l’elasticità e la luminosità della pelle, e le alghe, fonti di oligoelementi che hanno proprietà stimolanti e migliorano il metabolismo delle cellule delle cute.

Non va trascurato, inoltre, l’apporto delle staminali vegetali, cellule selezionate e stimolate a produrre in maniera intensiva i polifenoli, antiossidanti che aiutano a proteggere e a rinnovare i tessuti cutanei. Particolare attenzione a collo e décolleté: vanno idratati e nutriti con prodotti specifici per combattere il rilassamento della pelle, la comparsa di rughe e il cedimento delle strutture sottocutanee».

Ma come capire se una crema è veramente adatta a noi? «Con due criteri – conclude il dermatologo – Uno è la cosiddetta prova abito. Una crema, infatti, è come un abito: quando, dopo averla applicata, mi sento bene, vuol dire che quella è la crema per me. L'altro è un parametro scientifico: la dimostrazione, attraverso test clinici validati, dei benefici derivanti dall’utilizzo dei principi attivi, o dei complessi di ingredienti, contenuti nella specifica preparazione».

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