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Gli adolescenti e il consumo di cannabis

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Sanihelp.it – A inizio 2014 sono stati diffusi i dati di un’indagine condotta dal Dipartimento Politiche Antidroga (Dpa) sull’utilizzo di stupefacenti e tossicodipendenze in Italia: in questa ricerca sono stati coinvolti 34.385 ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Dai risultati è emerso che più del 21% degli studenti italiani, almeno una volta negli ultimi dodici mesi, ha fatto uso di cannabis: l’uso di questa sostanza, maggiore tra i maschi, è aumentato del 2.29% dallo scorso anno. Nella popolazione adulta, invece, dal 2008 a oggi si riscontra un costante calo. Grazie al contributo della dottoressa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta a Roma, proviamo a tracciare il quadro della situazione.
 
I cannabinoidi (o cannabinoli) sono sostanze chimiche naturali che si trovano nella Cannabis sativa, pianta molto utilizzata in ambito tessile, edile, per la produzione di carta. Queste sostanze naturali sono state anche utilizzate in ambito medico e sono molto antiche le conoscenze che ne abbiamo in merito all’uso terapeutico: nella medicina europea e orientale (cinese, in particolare), la cannabis è nota per le sue proprietà antispastiche (rilassa le contratture, i crampi), anticonvulsivanti (riduce le convulsioni), antiemetiche (contro nausea e vomito) e analgesiche (terapia contro il dolore). Proprio per questi scopi, attualmente, i farmaci che contengono tali principi sono reperibili per combattere alcuni disturbi presenti nei pazienti affetti da Aids, per alleviare il dolore a seguito di chemioterapia e in Italia sono prescrivibili esclusivamente per alcune tipologie di pazienti con sclerosi multipla. 


Negli USA circa una dozzina di stati ha legalizzato l’uso terapeutico della marijuana (sempre della famiglia dei cannabinoidi). I primi giorni di gennaio (2014) l’uso delle droghe leggere è stato legalizzato nello stato del Colorado: una notizia che ha generato grande sorpresa perché, in questo caso, per la prima volta si è trattato di uso di stupefacenti a scopi ricreativi (quindi per piacere), obiettivo, naturalmente, ben diverso dall’uso terapeutico di cui abbiamo trattato sopra. In Italia nessuna droga è stata ancora legalizzata, nonostante le diverse proposte di legge giunte in Parlamento.Totalmente diverse, poi, sono le ragioni che portano i giovani e soprattutto i giovanissimi a far uso di queste sostanze: un modo per affermarsi, sentirsi parte del gruppo dei pari, trasgredire alle norme degli adulti e contrapporsi ai loro modelli, sperimentare nuovi modi di essere con sé e in rapporto agli altri. Pur deplorando in linea di principio l’uso di queste sostanze per ragioni non legate al lenire la sofferenza in caso di gravi patologie, va sottolineato che un consumo sporadico ed estremamente saltuario può non avere conseguenze sul corpo e la psiche di un individuo. Ricordiamo sempre, invece, che eccedere è sbagliato e pericoloso praticamente in ogni caso, soprattutto quando si tratta di sostanze che, come i cannabinoidi, sono in grado di alterare temporaneamente o permanentemente le funzioni cognitive ed emozionali degli individui che li assumono. Questo dato va ricordato soprattutto quando si tratta di giovani perché, come sottolinea Giovanni Serpelloni, capo del Dpa, l’uso di sostanze neurotossiche, specie se costante nel tempo, è in grado di compromettere le funzioni cerebrali anche in modo irreparabile, soprattutto prima dei 21 anni. Pensiamo all’eccesso di cibo, di tabacco, di alcol, di sesso, di lavoro, persino di caffè solo per citare attività all’ordine del giorno, alcune delle quali, praticate in modi adeguati e consoni allo stile di vita, sono assolutamente sane e anzi, in alcuni casi, auspicabili. Dal rapporto del Dipartimento Politiche Antidroga apprendiamo che l’uso di queste droghe leggere è largamente facilitato, negli ultimi anni, dal commercio illegale che sta proliferando su internet (almeno 800.000 siti web). La rete, come sappiamo, costituisce il canale di comunicazione maggiormente utilizzato da giovani e giovanissimi di tutto il globo: ecco dunque spiegato, almeno in parte, questo vertiginoso aumento nel consumo da parte della fetta più giovane della popolazione italiana che, nel 2008, poteva accedere a questo commercio solo tramite 200.000 siti. Il commercio di droga online, oltre a essere illegale, può rivelarsi molto rischioso, in quanto non sempre si conosce la reale composizione delle sostanze che si acquistano sul web, per quanto naturali possano essere e i danni causati da un prodotto di cattiva qualità o mischiato ad altro possono rivelarsi fatali.

È sempre bene che su questi temi in famiglia ci sia libertà di parlare, scambiare opinioni, fare una giusta informazione, affinché i ragazzi, ancora poco pratici della vita, conoscano quali sono i rischi che è bene evitare durante il loro percorso di vita. La trasgressione in adolescenza è assolutamente normale e comprensibile e si può realizzare in modalità innocue ma divertenti: fondamentale tuttavia che non arrivi mai rappresentare un pericolo per la vita di un individuo.

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