Sanihelp.it – Per la prima volta è stato impiantato un pace-maker di ultimissima generazione senza fili, presso la Cardiologia universitaria dell'Ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. Si chiama Nanostim, viene impiantato senza il classico intervento chirurgico invasivo ed evita il rischio di infezioni.
Il pace-maker è un dispositivo utilizzato dall’inizio degli anni ’60 per curare gli individui affetti da arresto cardiaco secondario a malattia del sistema elettrico del cuore (blocco atrio-ventricolare). L’impianto prevedeva essenzialmente due componenti: un generatore di impulsi inserito tramite un intervento chirurgico sotto la pelle del torace e un elettrocatetere che, inserito attraverso delle vene, collegava questo generatore al cuore.
I limiti sono la durata del catetere e la possibilità di infezioni che, partendo dalla cute dove viene impiantato il generatore, possono diffondersi fino al cuore. Negli anni le dimensioni dei pace-maker si sono progressivamente ridotte, e più recentemente lo sviluppo delle nanotecnologie ha permesso di segnare l’inizio di una nuova era nella terapia dell’elettrostimolazione del cuore.
Nanostim è talmente piccolo da poter essere posizionato direttamente all’interno del cuore, senza la necessità di fili di connessione con l’apparecchio esterno. Il dispositivo viene introdotto direttamente nel cuore passando con un catetere guida attraverso una vena della gamba, il catetere viene successivamente rimosso senza richiedere nessuna incisione chirurgica della cute né successive cicatrici.
L’impianto di questo pace-maker viene oggi proposto in primo luogo per quei malati a elevato rischio di infezione o con problemi di accesso vascolare. Tale tecnologia è stata messa a disposizione di 4 centri di elettrofisiologia di eccellenza italiani, tra cui quello torinese.