Sanihelp.it – Nei fumatori di lunga data, l’assottigliamento della corteccia cerebrale, ovvero della complessa struttura del cervello in cui hanno sede le capacità percettive, la memoria e le cosiddette funzioni superiori (linguaggio, coscienza, capacità logica, creatività), potrebbe essere più rapido e precoce rispetto alla normale e fisiologica perdita di volume cerebrale che caratterizza l’invecchiamento.
Questa la scoperta di un gruppo di ricercatori della McGill University, dove 244 uomini e 260 donne con un’età media di 73 anni, sono stati sottoposti a risonanza magnetica e quindi ad un’intervista volta ad indagare l’abitudine (presente e passata) al fumo.
I risultati, pubblicati sulla rivista Molecular Psychiatry, hanno dimostrato che, tra tutti i partecipanti, coloro che avevano la corteccia cerebrale più spessa erano i non fumatori, seguiti dagli ex fumatori ed infine da coloro che fumavano ancora.
Questa condizione ha comportato, tra i fumatori, una maggiore frequenza non solo di vuoti di memoria o di scarso equilibrio, ma anche una maggiore incidenza di patologie come il morbo di Alzheimer e le psicosi, tra cui anche la schizofrenia.
«I risultati del nostro studio suggeriscono che il recupero della corteccia corticale potrebbe richiedere da un paio di settimane a più di 140 anni, a seconda della quantità di sigarette fumate nel corso della vita – spiega il professor Karama, co-autore dello studio, dalla McGill Universuty – Ma per stabilire se e in quanto tempo vengano ripristinate le funzioni cognitive sono necessari ulteriori studi».