Sanihelp.it – Torniamo a parlare di chirurgia intima femminile che, coma abbiamo già avuto modo di ricordare, pur rappresentando sempre una nicchia nell’ambito totale della chirurgia plastica (1,3%) è in crescita rispetto agli anni passati. E dopo aver fornito un vademecum su quello che è bene sapere prima di sottoporsi a un intervento di questo tipo e su come scegliere il chirurgo di riferimento, cerchiamo di inquadrare meglio il fenomeno.
L’intervento più richiesto? È la labioplastica, ossia il rifacimento delle piccole e a volte anche delle grandi labbra. «L’aspetto delle piccole labbra vaginali naturalmente varia da donna a donna» spiega Gianfranco Bernabei, presidente dell’Associazione Europea di Ringiovanimento e Chirurgia Plastica Estetica Genitale (Arpleg). «Generalmente le piccole labbra di grandi dimensioni o asimmetriche sono congenite, in altri casi i cambiamenti del loro aspetto si manifestano dopo i parti o nel corso degli anni. Alcune donne richiedono un intervento di labioplastica esclusivamente per ragioni estetiche, ritenendo erroneamente che le piccole labbra di dimensioni ridotte siano un segno di giovinezza, mentre altre lamentano disagi o irritazioni indossando indumenti intimi o jeans attillati e nella pratica di attività sportive che si possono risolvere riducendo le piccole labbra».
Tra le donne che hanno partorito, però, va molto la vaginoplastica, per risolvere i sintomi legati al rilassamento con perdita di tono della muscolatura perineale e della parete vaginale posteriore, per migliorare la funzionalità e l’attività sessuale. Diverse sono le tecniche chirurgiche possibili, tutte con l’obiettivo di stringere l'interno del canale vaginale e diminuire quindi l’apertura della vagina.
Se alcuni interventi di chirurgia plastica intima hanno anche un obiettivo funzionale, in altri lo scopo è prettamente estetico. Tra questi il ringiovanimento vulvare, per migliorare l’aspetto esterno dei genitali femminili; la liposcultura del monte di Venere e delle grandi labbra, tramite tecniche di lipoaspirazione e tecniche di innesto di grasso autologo (o lipofilling), utilizzato soprattutto per grandi labbra ipotrofiche o prosciugate con l’età.
Lo sbiancamento anale? È più che altro un mito: «Negli Stati Uniti è di moda, ma in Italia non ha preso particolarmente piede e oltretutto comporta diversi rischi» spiega Bernabei. «Lo sbiancamento dell’area perineale si pratica con il peeling chimico che porta a un leggero schiarimento ma deve essere ripetuto ogni anno. Si può fare anche con il laser CO2 o altri tipi di laser, che danno buoni risultati subito, ma possono causare recidive. Bisogna fare attenzione perché questo tipo di trattamenti possono causare infiammazione e problemi in fase post operatoria».
A richiedere i ritocchi intimi ci sono donne di tutte le età. «Giovani e giovanissime, che desiderano risolvere problematiche funzionali che rischiano di diventare fonte di disagio, donne che hanno avuto problemi dopo il parto, e persone avanti con l’età che subiscono gli squilibri ormonali della menopausa. E anzi, con il prolungamento della vita sessuale ben oltre la menopausa, non mancano le pazienti over 70» conclude l’esperto.