Sanihelp.it – A seconda del tipo di allergia la visita potrebbe essere diversa, vi sono però delle fasi comuni che devono essere seguite per arrivare all’identificazione dell’allergene.
Prima di tutto deve essere raccolta un’attenta anamnesi: attività lavorativa svolta, periodo e modalità di insorgenza dei sintomi, apparati coinvolti, eventuali terapie già assunte e loro efficacia.
Successivamente si passa all’esecuzione dei test diagnostici.
Si può eseguire per esempio uno skin prick test. Questa indagine consiste nel posizionare sulla cute degli avambracci gocce dei vari allergeni e successivamente farne penetrare una piccola quantità praticando una piccola lesione con una lancetta monouso (lo strumento chirurgico usato per questo tipo di prove).
Si considera la risposta positivamente se dopo 15 minuti compare un pomfo cutaneo con area eritematosa circostante. Attraverso un prelievo di sangue (Rast) è possibile verificare e approfondire quanto già rilevato con lo skin prick test. Questo esame dosa la presenza di anticorpi IgE specifici verso gli allergeni responsabili della sintomatologia. Esistono poi una serie di esami specifici, per esempio per le allergia con sintomatologia respiratoria ci si può sottoporre a una spirometria, il test di broncodilatazione, e il test di broncostimolazione con metacolina.