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Diagnosi preimpianto in Svizzera si discute per cambiare la legge

Sanihelp.it – Al momento la diagnosi preimpianto, che permette di analizzare le caratteristiche genetiche di un essere umano su un embrione di 8-10 cellule, coltivato in vitro nell’ambito di un progetto di fecondazione medicalmente assistita, è vietata oltre che in Svizzera anche in Germania e Italia, mentre è ammessa in undici Paesi europei.


Una corrente del partito liberale e socialista ha riaperto il dibattito e ha proposto una mozione per modificare la legge attuale approvata 4 anni fa.

«Una normativa illogica», ha aggiunto Felix Gutzwiller, il deputato liberale che ha presentato l’istanza per rimuovere il divieto: non si comprende perché si consenta la diagnosi prenatale alla dodicesima settimana di gravidanza e non quella preimpianto sull’embrione».

Il fossato tra favorevoli e contrari è trasversale ai partiti. I toni della discussione assomigliano molto a quelli che tutti noi abbiamo sentito durante lo scorso referendum. Qualcuno dei conservatori ha parlato di «porta spalancata su qualsiasi tipo d’abuso», altri hanno sostenuto che non esiste il diritto ad avere un figlio sano e tanto meno su misura, altri ancora hanno sostenuto che la PID sarebbe uno schiaffo a tutti i disabili.

Alla fine il dibattito si è concluso con l’approvazione di una mozione che dà mandato al Governo di predisporre un testo per autorizzare la PID e stabilirne le procedure. La mozione passa al Consiglio degli Stati.

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FonteAduc

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