Sanihelp.it – Un importante studio condotto in Germania potrebbe dare nuovi e importanti impulsi alla cura dell’osteoporosi, una delle sindromi che colpisce quasi tutte le donne dopo il termine del periodo fertile, anche se non sempre in forma grave.
È stato scoperto, infatti, un funzionamento anomalo di un Cb2, uno dei recettori cerebrali che la controllano. Il team di ricercatori associati all’università di Bonn ha infatti misurato l’efficienza genetica del meccanismo di regolazione della perdita di sostanza ossea, che potrebbe portare allo sviluppo di nuovi trattamenti per ridurre la fragilità scheletrica.
«In molte donne affette dalla malattia», afferma Meliha Karsak, coordinatrice del progetto, «il Cb2 non funziona regolarmente. Stimolandolo opportunamente abbiamo notato un decorso della malattia molto più lento. La scoperta del Cb2 porterà a nuove indagini e nuovi test diagnostici basati sulla reattività del recettore, considerando che è relativamente facile individuarlo geneticamente».