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Oncologia, il reiki migliora le terapie

Sanihelp.it – Il reiki può aiutare i pazienti oncologici ad affrontare il dolore. A sostenerlo è uno studio condotto da un gruppo di volontari Reiki dell’associazioni Cerchiodiluce presso l’ospedale Molinette di Torino, con lo scopo di rilevare l’efficacia della pratica reiki sullo stato fisico ed emotivo del paziente nel suo iter terapeutico, sulla capacità di affrontare cure farmacologiche prolungate e sugli effetti collaterali indotti dal trattamento chemioterapico.


I dati della sperimentazione, presentati sabato nel nosocomio torinese, sono relativi ai trattamenti del periodo compreso tra settembre 2004 e giugno 2005, e sono stati raccolti secondo la procedura del diario paziente, suddiviso in tre sessioni. Nella prima veniva valutata la presenza o meno di dolore e di sintomi quali debolezza, senso di nausea, vomito, diarrea e stitichezza, e lo stato d’animo generale del paziente. Nella seconda sessione venivano valutate le sensazioni provate dal paziente durante il trattamento Reiki (caldo, freddo, rilassamento, tensione, benessere), e nella terza, da compilare nelle 48 ore successive al trattamento la presenza o meno di dolore e i benefici ricevuti dal trattamento.
I trattamenti previsti dal progetto Coes – Associazione Cerchiodiluce prevedevano 4 trattamenti gratuiti per ogni paziente indicato dal personale infermieristico. Nel periodo intercorso tra il 29 settembre 2004 e il 15 giugno 2005 i volontari dell’Associazione Cerchiodiluce – accompagnare con reiki hanno praticato reiki a 27 pazienti per un totale di 94 trattamenti in day hospital oncologico.  Da una prima analisi dei dati rilevati emerge che i 94 trattamenti hanno prodotto beneficio nella maggior parte dei casi (98%) in quanto il trattamento ha indotto un effetto profondo di rilassamento accompagnato da una piacevole sensazione di calore, e notevoli benefici sull’umore inducendo uno stato emotivo di tranquillità che in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni successivi al trattamento.
 Nel 10% dei casi analizzati si è anche rilevata una diminuzione della sintomatologia dolorosa, anche se non vi sono dati rispetto alla terapia antidolorifica assunta o meno dai pazienti. Alcuni pazienti hanno anche riferito di aver avuto un miglioramento della qualità del sonno.  Si può concludere che il trattamento reiki influisce positivamente sia come aiuto psicologico nell’affrontare l’iter di terapie, negli stati d’ansia e depressione, sia come supporto integrativo alla terapia del dolore.
Partendo da questo studio pilota è nata l’idea di continuare la raccolta dati presso l’ospedale, costruendo una nuova scheda che permetta di valutare in modo più sistematico i dati che possono emergere, cercando di raccogliere i dati di tipo quantitativo e quelli di tipo più qualitativo che sono emersi dalla precedente raccolta

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