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Cosa succede al Pronto Soccorso?

Sanihelp.it – Il pronto soccorso è il servizio dedicato alle emergenze sanitarie, ma purtroppo molte volte l’accesso alle sue strutture significa caos e lunghe code.
Spesso il motivo della confusione non è la disorganizzazione dell’ospedale, ma una sorta di abuso da parte degli utenti, che cercano di bypassare il filtro del medico di base per accedere direttamente alle cure ospedaliere. Infatti, secondo alcune rilevazioni, il 30-50% delle persone si rivolge in modo improprio al pronto soccorso, presentando disturbi risolvibili attraverso percorsi extraospedalieri.


Tutto questo significa: per il personale medico, frammentazione delle risorse che andrebbero concentrate nell’assistenza dei casi gravi, e per i pazienti, allungamento dei tempi di attesa.

Ma come funziona nello specifico la selezione dei casi all’arrivo al pronto soccorso?
Il momento dell’accoglienza e della valutazione dei casi si chiama triage, termine di origine francese che significa scegliere: si tratta di uno strumento organizzativo che gestisce gli accessi non programmati, classificando i pazienti in base all’urgenza delle loro condizioni.

Il Ministero della Salute afferma che «il triage deve essere svolto da un infermiere esperto, sempre presente nella zona di accoglimento e in grado di considerare i sintomi del paziente, identificare condizioni potenzialmente pericolose per la sua vita e determinare un codice di gravità, al fine di stabilire le priorità di accesso alla visita medica».

L’obiettivo del triage è la definizione della priorità con cui il paziente verrà visitato, ed è appannaggio di un infermiere che non fa diagnosi, ma solo una selezione a fini organizzativi. Si tratta quindi di un momento autonomo e distinto dalla visita vera e propria, che verrà invece effettuata dal medico, il quale, solo in seguito alla visita, attribuirà il codice definitivo.

L’attività del triage si articola in due momenti distinti:

Primo: accoglienza. È il momento della raccolta di dati, documentazione medica e informazioni da parte di familiari o soccorritori, nonché del rilevamento dei parametri vitali e della registrazione.


Secondo: assegnazione del codice di urgenza. Viene rilasciato al paziente un cartoncino contenente uno schema illustrativo dei codici di priorità (riportato anche su poster esplicativi appesi nella sala d’aspetto).
Su tale tessera sarà indicato il codice dell’attuale situazione del paziente, che potrà poi essere cambiato se muteranno le sue condizioni nel tempo d’attesa (per questo il personale medico si impegna a controllare periodicamente le condizioni dei pazienti, per verificare la congruità dei codici assegnati). A questo punto, il paziente verrà trattato secondo le necessità del caso, e non prima di essere sottoposto agli accertamenti diagnostici utili.

Dopo la visita medica, il personale del pronto soccorso rilascia una copia del verbale (una sorta di cartella clinica), mentre sono da trattenere gli eventuali esami strumentali.
A seconda del disturbo riscontrato e del tipo di visita effettuata, il medico che convalida il codice e dimette il paziente deciderà se e a quanto ammonta la cifra da pagare

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