Sanihelp.it – La cocaina è l’alcaloide attivo della pianta di coca. È stata estratta e purificata per la prima volta dal chimico tedesco Albert Niemann nel 1860.
Da quel momento si sono susseguiti tantissimi studi che avevano l’obiettivo di fare chiarezza sulle proprietà di questa sostanza definita dagli incas la pianta divina, vediamone l’evoluzione e come è mutato il giudizio nel corso dei decenni.
Nel 1864 il ricercatore tedesco, Schroff teorizo per primo il fatto che la cocaina pura messa in bocca anestetizzava la lingua. Sulla stessa linea il medico peruviano Thomas Moreno y Maiz condusse una serie di esperimenti sulle rane e alla fine propose l’uso della cocaina in medicina come anestetico locale.
Nel 1883 dosi da 1 a 5 mg di cocaina venivano distribuite ai soldati bavaresi perché a detta del medico militare Theodor Aschenbrandt forniva loro notevoli energie e resistenza.
Nel 1884 usci il volume Uber Coca, (sulla coca) di Sigmund Freud il quale, dopo aver provato la sostanza su se stesso, ne elogiava gli effetti antidepressivi, euforici ed energetici.
Nel 1886 a Baltimora, nell’ospedale John Hopkins, il dottor William Halsted, utilizzò la cocaina come anestetico tronculare per bloccare i nervi.
Sicuramente lo scienziato più entusiasta fu il padre della psicanalisi: Freud. Egli pubblicò tre studi attraverso i quali consigliava il farmaco in piccole dosi per il trattamento di varie malattie come disturbi gastrici, asma e cachessia. Secondo lo psicanalista piccole dosi di cocaina erano utili anche come anestetico locale, come afrodisiaco e come rimedio utile per combattere la dipendenza di alcol e morfina.
Al di là dei singoli pareri comunque, bisogna registrare come alla fine del dieciannovesimo secolo la cocaina era ben vista sia dal punto di vista medico che sociale: Sherlock Holmes, il personaggio letterario più famoso dell’epoca, ne faceva uso, il Vin Mariani e tutte le bevande simili riscuotevano un gradissimo successo. Come si spiega nel libro Le droghe, edito da Newton, nel 1903 c’erano circa 28.000 prodotti in commercio che contenevano cocaina.
L’alta diffusione spinse a un maggior approfondimento sui possibili effetti negativi e sulla tossico dipendenza. nel mondo scentifico c’era quindi chi ne sosteneva un uso moderato e chi invece ne criticava l’uso in generale.
Questa diatriba venne chiusa da una legge del governo americano che diede il via alla estromissione della cocaina dai cibi e dai farmaci in vendita al dettaglio. Nel 1906 venne emanato il Pure food and drugs Act, la prima legge sulla composizione dei cibi che stabiliva l’obbligo di etichettare i prodotti in vendita, stabiliva la quantità massima di determinate sostanze e proibiva la presenza di altre come la cocaina. Da li a poco, quindi, la cocaina fu estromessa da tutti i prodotti in commercio.
Anche in campo medico, per la sua tossicità, inzio a essere sostituita da preparati più specifici come la novocaina.
Nei primi anni del 1900 quindi la cocaina era diventata una droga. Veniva utilizzata dalle avanguardie dell’elite intellettuale dagli artisti più sperimentali, dai pionieri dell’aviazione da alcuni sportivi.
Dopo la prima guerra mondiale si registra la prima grande diffusione come droga nel mondo occidentale. Nelle grandi città europee e americane viene consumata da buona parte della popolazione. Nel giro di quindici anni però il suo uso diminui, un po’ per il riconoscimento dei gravi danni che poteva provocare un po’ per episodi di violenza che ebbero un’alta risonanza mediatica.
Dopo la seconda guerra mondiale il consumo di cocaina ha visto momenti di bassa diffusione (i primi anni cinquanta) e momenti in cui invece il consumo crebbe notevoltemente. Negli anni settanta con il bando delle anfatamine, il consumo della cocaina aumento progressivamente e, per il suo prezzo elevato, è venne definita la high society drug, la droga dei ricchi.
Ora stiamo assistendo a un altro cambio di rotta del fenomeno, non più droga dei ricchi ma droga diffusa trasversalemtne nella popolazione soprattutto tra i giovani.