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Dal vin Mariani alla Coca cola

Sanihelp.it – La conosciamo tutti alla perfezione, ora è disponibile in diverse varianti c’è chi preferisce la light, chi quella senza caffeina, chi la vuole con il limone chi con il ghiaccio, c’è anche chi preferisce la pepsi. La sostanza però non cambia, quello che ci piace è quella bevqanda lì: gassata, al gusto di cola ecc.


Ma la coca cola non è sempre stata così, ha dovuto compiere una serie di passaggi, di adattamenti ai gusti e alle normative. All’inizio aveva un altro un’altro colore, un’altro sapore e un altro approccio.

Ma andiamo con ordine e partiamo dal progenitore della Coca Cola. Siamo nel 1863, le proprietà delle foglie di coca sono ormai conosciute anche in Europa e uno spregiudicato chimico farmaceutico corso, un certo Angelo Mariani, realizzò una benvanda ottenuta sciogliendo le foglie polverizzate di coca nel vino della sua terra. Il Vin Mariani, questo era il nome della bevanda, ebbe in breve tempo un immensa popolarità.

Circa 20 anni dopo, ad Atlanta in Georgia, un farmacista americano, John Pemberton, mise in commercio una nuova bevanda, il French wine Coca che veniva presentato al pubblico come ottimo rimedio per il mal di testa e con effetti stimolanti. 

L’anno dopo, per questioni di gusto eliminò l’acol e aggiunse acqua insieme a un estratto di noce kola e oli di agrumi. La nuova bevanda prese il nome di Coca Cola  e il suo primo claim pubblicitario fu: la bevanda degli intellettuali e degli alcolisti in astinenza.

Nel 1888 la composizione mutò lievemente. Si sostitui l’acqua naturale con quella gasata. Cambiarono anche la proprietà del marchio e le azioni di marketing.

L’ultimo passo per vedere la vera Coca Cola lo fece fare il governo americano con il pure food and drugs act.
La coca fa ancora parte della bevanda ma viene decocainizzata  da parte di un industria specializzata sotto il controlo del governo federale americano.


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