Sanihelp.it – Dalle disfunzioni endocrine ai disturbi intestinali, dai problemi della pelle alle patologie infantili, fino alle intossicazioni: sono talmente numerose le applicazioni terapeutiche delle sostanze prodotte dalle api da meritare il riconoscimento di una branca specifica delle cure naturali, l’apiterapia.
Ma forse nel futuro dovremo fare a meno delle innumerevoli proprietà terapeutiche di miele, polline, propoli e pappa reale. È allarme infatti negli ambienti agricoli per un pericolo incombente sugli alveari: si tratta dei nicotinoidi, pesticidi utilizzati in alcune colture come il mais e sui vigneti per la prevenzione della flavescenza dorata. Apitalia, rivista di punta dell’apicoltura italiana, chiede al Ministero della Salute l’applicazione del principio di precauzione, poiché non sussistono dati sufficienti da dimostrare l’innocuità dei fitosanitari che entrano nel ciclo vitale delle piante e colpiscono il sistema nervoso delle api in fase di impollinazione.
I neonicotinoidi sembrano essere al centro dell’attenzione dei ricercatori anche negli Stati Uniti, uno dei paesi più colpiti dalla grave strage di api. Lo scorso 29 marzo il Dipartimento di Entomologia dell’Università della Pennsylvania ha sollevato il problema della moria di api mostrando preoccupazione nei confronti dei neonicotinoidi che, nonostante presentino una tossicità estremamente bassa per gli uomini, risultano altamente tossici per le api mellifere e gli altri insetti impollinatori. Alcune ricerche hanno indicato che questi pesticidi sono in grado di passare attraverso le piante andando così a contaminare il polline e il nettare dove sono state individuati in concentrazioni nocive per le api.