Sanihelp.it – Il bambino deve avere ben presente che esistono tre tipi di animali: quelli propri, quelli altrui e quelli di nessuno. E che le loro reazioni possono essere molto diverse.
Se un bambino è abituato a convivere con gli animali domestici, infatti, tende naturalmente a credere che tutti gli animali, anche quelli abbandonati o randagi, si comportino come i propri. Questo eccesso di fiducia va mitigato spiegandogli la differenza tra un’animale domestico da salotto, un animale addomesticato a fare da guardia e un animale inselvatichito.
Se il bambino invece non ha nessuna confidenza con gli animali, rischia di assumere comportamenti sbagliati, sia perché non li conosce, sia per paura. Gli va perciò spiegato che gli animali sono esseri viventi e non peluche, che vanno trattati con attenzione e con rispetto e allo stesso tempo cercare di aiutarlo a superare la paura.
In ogni caso il bambino deve essere educato ad adottare comportamenti che limitino il rischio di aggressioni o di reazioni pericolose da parte delle bestie e a riconoscere i segnali che l’animale trasmette per comunicare uno stato di paura, diffidenza e aggressività.
1. Un cane o un gatto non vanno toccati da dietro all’improvviso senza che abbiano percepito la presenza del bambino.
2. Le bestie non vanno spaventate tirando loro sassi o tirando la corda.
3. Il cane manifesta la sua sensazione di pericolo abbaiando, ringhiando, tirando indietro le orecchie, sollevando le labbra e mostrando i denti.
4. Il gatto è pronto a difendersi quando tira indietro le orecchie, soffia e gonfia il pelo, soprattutto quello della coda.
Anche animali meno cittadini possono essere motivo di pericolo, è importante quindi dare alcune indicazioni al proprio bambino se si va in campagna, nei boschi o al mare.
1. Non scacciare con le mani api e vespe che di solito pungono solo per difendersi.
2. Non toccare i ragni, le cui punture raramente velenose possono essere però molto dolorose.
3. Insegnare ai bambini dove possono annidarsi i serpenti e come farli scappare prima di avvicinarsi troppo ai loro nidi: battere i piedi oppure un bastone davanti a sé, cantare, fare rumore.