Sanihelp.it – Immaginate di concentrare in uno stesso sport windsurf, paracadutismo e volo libero, immaginate una tavola a pelo d’acqua e un aquilone alto nel cielo, sospinto dal vento e a far incontrare questi due opposti mettete un grande atleta. Impossibile dite? Allora non conoscete il kitesurf.
L’uso degli aquiloni per trainare oggetti fu sperimentato già della metà dell’Ottocento, ma fu intorno agli anni Novanta del Novecento che, grazie a due fratelli francesi, l’aquilonismo da traino in acqua divenne praticabile e accessibile.
Questa disciplina sfrutta la potenza del vento come propulsore. Il vento viene catturato dall’aquilone, che viene controllato dal kitesurfer con una barra collegata all’aquilone da linee (corde) lunghe una trentina di metri.
A cosa deve il suo successo questo sport?
Il kitesurf è uno sport pratico e facile da imparare e con l’andare degli anni la sua diffusione cresce e si alza molto l’offerta di corsi per approcciarsi a questa nuova tendenza.
Il kitesurf è un misto di adrenalina, controllo e spettacolo, con un po’ di abilità e molta pratica di si possono fare salti molto alti e acrobazie mozzafiato.
La sua praticità si deve anche al fatto che l’attrezzatura non è per nulla ingombrante ed è facilmente trasportabile all’interno dell’auto; un bel vantaggio per chi si sposta in macchina. Il kite si ripiega in una sacca, la tavola non occupa molto spazio e le linee si arrotolano sulla barra.
Il consiglio è sempre quello di provare una nuova disciplina evitando il fai-da-te. Conviene sempre iscriversi a un corso presso qualche scuola specializzata e seguire i consigli tecnici e pratici degli istruttori. La prospettiva dello sperimentare è sempre allettante, ma il rischio di farsi male o di provocare danni ad altri è molto alto.