Sanihelp.it – L’albero di carrubo è un sempreverde dalle chioma fondosa diffuso in Italia nelle regioni meridionali e nelle isole. Perchè fruttiferi occorrono molti anni, mentre per danneggiarlo basta poco: per questo appartiene alle specie protette.
I frutti del carrubo, detti appunto carrube, sono simili al bacello del fagiolo, ma di dimensioni maggiori. Una volta giunto a maturazione il frutto diventa di colore marrone ed è pronto per essere consumato.
La carruba ha un sapore dolciastro simile a quello del cioccolato, e proprio per questa caratteristica, dagli anni ’80 in poi l’industria alimentare si è interessata al suo utilizzo per la produzione di biscotti, sciroppi, basi per il gelato, barrette dietetiche e creme spalmabili, adatti per soddisfare la voglia di dolce senza esagerare con grassi e calorie.
Nonostante questo nuovo tipo di utilizzo, la carruba rientra nella categoria dei “frutti dimenticati” in quanto è molto difficile reperirla in commercio, fatta eccezione per le sagre di paese nelle zone di produzione, oppure (ma a un costo proibitivo) nei negozi specializzati in sementi e frutta secca.
Al momento dell’acquisto, la polpa deve essere dura e densa, ma comunque abbastanza morbida. Occorre anche controllare che non presenti piccoli fori ben visibili, segno della visita sgradita da parte delle larve di insetti.
Le carrube si conservano bene in luogo asciutto e fresco, dentro un sacchetto di plastica ben chiuso, anche per diverse settimane. Si possono utilizzare per diverse ricette, prima fra tutte la famosa pasta di farina di carruba tipica della tradizione siciliana.