Sanihelp.it – L’uso degli attivatori metabolici può risultare utile ogni qualvolta ci si trovi di fronte a soggetti che pur non seguendo un’alimentazione eccessiva e scorretta, sono in soprappeso e non riescono a scendere di peso.
Queste persone, generalmente, lamentano stanchezza, bassa pressione, sonnolenza diffusa; sono pazienti per lo più molto sedentari con un metabolismo basale tendenzialmente molto basso.
In questi casi è essenziale incrementare l’attività fisica per aumentare il fabbisogno energetico e si può anche ricorrere all’uso di un attivatore metabolico.
L’arancio amaro, citrus aurantium, il te verde e l’alga bruna, ficus vesiculosus, sono piante che si comportano come attivatori metabolici perché stimolano la termogenesi, il processo che permette una più efficace utilizzazione degli acidi grassi liberi prodotti e la lipolisi, il meccanismo che permette la scissione delle riserve di grasso immagazzinate nel tessuto adiposo sottoforma di trigliceridi.
Queste sostanze naturali andrebbero usate per brevi periodi di tempo, 10-20 giorni al massimo, ripetendo l’assunzione ciclicamente anche più volte all’anno.
Queste piante esplicano un’azione stimolante per questo non vanno mai somministrate ai bambini, alle donne in gravidanza, ai soggetti cardiopatici e ipertesi.