Sanihelp.it – Secondo un’archeologa scozzese, il chewing gum avrebbe almeno 5000 anni. Pare infatti che i nostri antenati masticassero corteccia o resine per combattere la carie o curare le infiammazioni alle gengive.
Ancora una volta, la storia insegna. Masticare gomme aromatizzate non è infatti solo un’abitudine oggi socialmente molto diffusa, ma può anche rappresentare un modo alternativo di prendersi cura di sé. I vantaggi di questi confetti gommosi si contano (almeno) sulle dita di due mani. Eccoli.
1. Igiene orale a portata di mano. Il chewing gum rappresenta un prezioso strumento per l’igiene orale, soprattutto nei casi in cui si consumino pasti o spuntini fuori casa, ovvero in tutte quelle situazioni in cui sia difficile utilizzare gli strumenti tradizionali per la pulizia dentale. La semplice masticazione di una gomma infatti svolge un’azione meccanica di rimozione dei residui di cibo, e contemporaneamente stimola la salivazione producendo un effetto detergente per le gengive.
2. Denti più puliti, sani e forti. La saliva prodotta con la masticazione delle cicche contrasta l’attacco degli acidi che si sono formati nel cavo orale per la fermentazione degli zuccheri, riequilibrando così il pH della bocca. I prodotti arricchiti di fluoro e calcio contribuiscono inoltre a rinforzare lo smalto dentale e a contrastare la carie.
3. Sorriso smagliante. Alcuni chewing gum, grazie alla presenza di ingredienti dall’azione pulente, aiutano a mantenere il bianco naturale dei denti, contrastando la formazione di macchie provocate da caffè, tè, vino e sigarette. È da poco disponibile in farmacia una gomma che assicura un efficace trattamento di sbiancamento dei denti.
4. Alito profumato. Grazie all’azione rinfrescante degli oli essenziali del mentolo contenuti nella gomma, il chewing gum conferisce freschezza a tutto il cavo orale, mascherando eventuali cattivi odori dovuti al cibo o al fumo. La masticazione inoltre svolge anche un’efficace azione detergente delle pareti del cavo orale, contribuendo così a eliminare una delle possibili cause dell’alito cattivo.
5. Gengive idratate. Oggi una persona su quattro è colpita dalla cosiddetta secchezza delle fauci, anche per effetto dell’assunzione di alcuni farmaci. Il chewing gum, incrementando la produzione di saliva, protegge la mucosa gengivale dall’irritazione e aiuta a mantenere idratato il cavo orale.
6. Più intelligenti e concentrati. Il chewing gum aiuta a migliorare la memoria a lungo termine e la capacità di concentrazione. Uno studio inglese ha evidenziato un aumento del 35% della capacità di memoria e concentrazione tra i consumatori di questi confetti. E alcuni ricercatori giapponesi, analizzando numerosi encefalogrammi, hanno confermato che l’azione masticante, unita all’aroma rilasciato dal prodotto, aumenta sensibilmente diversi tipi di onde cerebrali portando a un miglioramento di alcune funzioni del cervello.
7. Sempre allerta. Diversi studi hanno dimostrato che il semplice atto della masticazione aiuta a rimanere svegli e a combattere la sonnolenza. Per questo masticare chewing gum può aiutare chi abbia la necessità di mantenersi sveglio e reattivo, come gli autisti, gli studenti o i lavoratori notturni.
8. Abbasso lo stress. La gomma da masticare è un efficace anti-stress: gli psicologici sostengono infatti che masticando un chewing gum si cerca in qualche modo di triturare i problemi e scaricare la tensione. La masticazione sarebbe in grado di stimolare specifiche aree del cervello capaci di infondere uno stato di benessere.
9. Calorie sotto controllo. Volete uno stuzzicante fuori pasto light? Un confetto da masticare di media grandezza senza zucchero contiene in media 2 calorie e non contiene grassi, inoltre la masticazione riduce la sensazione di appetito e la voglia di dolce.
10. Stop all’acidità di stomaco. Quando i tradizionali antiacidi non sono a portata di mano, oppure non si possono assumere (per esempio in gravidanza), un chewing gum senza zucchero può dare sollievo. Studi americani hanno infatti evidenziato come il chewing gum aiuti a mantenere basso il livello di acidità dello stomaco.