Advertisement
HomeMamma e bambinoIl bimbo non sente? Controllagli il naso

Il bimbo non sente? Controllagli il naso

Prevenire la sordità e i disturbi uditivi

Sanihelp.it – Un bambino su 300/350 circa viene alla luce con problemi di udito, e uno su 1.000/1.500 presenta una sordità profonda alla nascita.


Se nell’adulto i danni conseguenti a sordità, spesso progressiva e irreversibile, coinvolgono la sfera psicologico-relazionale, nel bambino il deficit compromette l’apprendimento del linguaggio verbale e lo sviluppo psicologico-cognitivo: se non può recepire e interpretare un messaggio verbale, non produrrà una risposta, non svilupperà una memoria uditiva e riceverà minori stimoli intellettivi.
La sordità inoltre determina un’alterazione dello sviluppo globale della personalità, essendo il bambino privato, per esempio, già dalla più tenera età, dalla gratificazione e dal conforto della voce materna

Un’identificazione precoce della sordità rende possibile un intervento riabilitativo, quando la plasticità cerebrale ancora lo consente. Oggi è possibile riconoscere il deficit uditivo già alla nascita, con un semplice esame di screening (Emissioni Oto-Acustiche) effettuabile su tutti i neonati.

«Quando un bambino non sente, poniamoci in primo luogo un quesito: Il suo complesso naso-orecchio respira? Questo perché i disturbi all’apparato respiratorio possono interagire profondamente con il buon funzionamento dell’orecchio – spiega Vittorio Colletti, Direttore Clinica Otorinolaringoiatrica Policlinico G.B. Rossi di Verona e Direttore Cattedra Otorinolaringoiatrica Università degli Studi di Verona – Infatti, se il naso non è perfettamente in forma, per esempio se siamo raffreddati, la tuba uditiva diviene congesta e la ventilazione dell’orecchio ne risulta compromessa. Ne consegue un ovattamento uditivo che, se non opportunamente trattato, può trasformarsi in vera e propria ipoacusia, per insorgenza di un’otite catarrale».

I bambini ne sono più frequentemente colpiti, perché il loro sistema immunitario non è ancora completamente maturo, il tessuto linfatico rinofangeo è spesso ipertrofico e le tube di Eustachio sono più corte e orizzontali rispetto agli adulti.

Un udito normale in età prescolare e scolare è essenziale per un corretto sviluppo delle competenze uditive percettive ed espressive del bambino. La letteratura audiologica ha ampiamente documentato che una perdita uditiva di entità compresa tra 20 e 40 da, come spesso si osserva nelle otiti, è responsabile di alterazioni della percezione simbolica e semantica con possibili ripercussioni sullo sviluppo della capacità linguistica e cognitiva del bambino.

Esiste un’ampia documentazione audiologica sulla stretta relazione tra disattenzione, deficit del linguaggio, scarso rendimento scolastico di un bambino e deficit uditivo permanente o transitorio ma ricorrente, come per esempio nelle otiti medie essudative.
Si stima che le perdite uditive di medio grado, anche se con carattere fluttuante come nelle forme catarrali, riducano di circa il 25% la percezione uditiva del segnale verbale. Tale riduzione sale al 40% nelle condizioni ambientali rumorose in cui vivono spesso i bambini a scuola. Talora, gli insegnanti definiscono questi bambini meno maturi dei coetanei, più facilmente distraibili e caratterizzati da un’attentività estremamente labile.


Come si possono prevenire queste conseguenze? Va effettuata una prevenzione delle malattie da raffreddamento, va eliminato il fumo passivo e possibilmente l’esposizione agli ambienti inquinanti.
Le cure termali hanno dimostrato mediante recenti indagini retrospettive la loro utilità non solo nella prevenzione, ma anche nel recupero dei deficit uditivi trasmissivi. Il trattamento di questi pazienti mediante cateterismo tubarico e insufflazione endo-timpanica ha analogamente determinato una riduzione della prevalenza della sordità rinogena e in una buona percentuale un recupero significativo dei livelli uditivi con stabilizzazione nel tempo.

Video Salute

Ultime news

Gallery

Lo sapevate che...