Sanihelp.it – La Bristol-Myers Squibb ha messo a punto un anticorpo monoclonale di nuova generazione (Ipilimumab), capace di contrastare il melanoma con un meccanismo d’azione rivoluzionario che attiva il sistema immunitario contro le cellule tumorali.
Ipilimumab ha dimostrato in uno studio di Fase III di migliorare la sopravvivenza del 34% in pazienti colpiti dalla malattia in fase metastatica rispetto a quelli trattati con un’altra terapia sperimentale, la vaccinazione peptidica.
I dati sono presentati al 46° Congresso ASCO (American Society of Clinical Oncology): il più importante congresso mondiale di oncologia con la partecipazione di oltre 30.000 specialisti.
Il melanoma, che fa registrare in Italia 7000 nuovi casi e 1500 decessi ogni anno, è un tumore estremamente aggressivo per il quale finora vi sono state scarse opzioni di trattamento.
Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha coinvolto 676 persone con melanoma metastatico provenienti da 125 centri di tutto il mondo. A un anno il 46% dei pazienti trattati con Ipilimumab era vivo (rispetto al 25% di quelli che hanno ricevuto l’altra terapia sperimentale), e a due anni la percentuale di sopravvivenza è risultata del 24% (rispetto al 14% del braccio di controllo).
Come spiega il dottor Steven J. O’Day, capo della ricerca e direttore del Programma Melanoma presso il The Angeles Clinic and Research Institute (California): «È la prima volta in 30 anni che si evidenziano miglioramenti significativi nella sopravvivenza da uno studio di Fase III».