Sanihelp.it – I livelli ematici di calcio e vitamina D non influenzano le facoltà cognitive: sono queste le conclusioni alle quali sono giunti i ricercatori della Bristol University ; l’articolo è stato pubblicato sulla rivista Epidemiology.
Un calo nei livelli ematici di calcio può comportare danno per le cellule nervose: non a caso le persone affette da iperparatiroidismo, una disfunzione ormonale che comporta un aumento abnorme dei livelli ematici di calcio, si giova di una normalizzazione dei livelli di calcio con un miglioramento soprattutto delle funzioni cognitive.
La vitamina D aiuta a tenere sotto controllo la calcemia: se dunque sono ottimali i livelli di vitamina D e quindi anche di calcio, la memoria dovrebbe funzionare meglio.
I risultati di questo studio non sono riusciti a trovare alcun nesso fra livelli ematici ottimali di calcio e vitamina D e funzionalità cognitive sia nei giovani che nelle persone anziane.
Molti studi negli ultimi anni hanno però evidenziato come bassi livelli di vitamina D potrebbero essere causa di numerose patologie e una carenza di vitamina D sembrerebbe, secondo alcuni, causa di deficit cognitivo: questi studi però, sono per lo più, di tipo osservazionale ed è questo il motivo per cui sul legame fra livelli di calcio, vitamina D e funzionalità cognitive ci sono risultati così contrastanti.