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Vista: 5 regole d’oro

4 cecità su 5 possono essere prevenute

Sanihelp.it – Nei paesi industrializzati degenerazione maculare, glaucoma, cataratta, retinopatia diabetica e/o ipertensiva sono le malattie oculari che più frequentemente portano a ipovisione o cecità. Sono patologie degenerative quasi sempre legate all’età, ma l’ipovisione non è solo appannaggio dell’anziano: nei bambini problemi refrattivi non corretti (astigmatismo, ipermetropia, miopia elevata), legati o meno a strabismo, possono condurre a limitazioni dello sviluppo psico-fisico.


In occasione della Giornata mondiale della vista che si è celebrata il 14 ottobre, gli esperti hanno ricordato l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce delle malattie dell’occhio.

«Il glaucoma è una malattia che colpisce il nervo ottico ed è accompagnata frequentemente da aumentata pressione oculare – spiega Sebastiano Accetta, Responsabile di Oculistica dell’Istituto Clinico S. Ambrogio di Milano – Porta potenzialmente a cecità dopo anni passati a vedere anche molto bene e senza alcun sintomo. Nessuno, senza un esame approfondito, sa dire quanto è ampio il suo campo visivo: è questo che il glaucoma mette in discussione, restringendo in modo progressivo e irreversibile i confini del nostro vedere fino a intaccare la visione centrale, per poi lasciare definitivamente al buio.

La maculopatia senile, invece, non lascerà mai al buio, ma attenua progressivamente la capacità di vedere i dettagli. Difficile riconoscere le persone, impossibile la lettura. Volgendo lo sguardo su un punto, questo risulterà coperto da una macchia nera che permetterà una ciambella di visione periferica ma renderà impossibile distinguere i dettagli centrali».

Anche il diabete e l’ipertensione possono danneggiare la vista. «Oggi abbiamo la possibilità di vedere i danni provocati da un cattivo compenso della malattia diabetica e/o ipertensiva e trattarli, ma molti pazienti diabetici e/o ipertesi in terapia non si sottopongono a controlli periodici del fundus oculi – dice il medico – Tale esame è importante non solo per una diagnosi precoce a livello oculare della malattia diabetica (retinopatia diabetica) o ipertensiva (retinopatia ipertensiva), ma anche per monitorare la terapia generale».

Oltre agli anziani, l’altra categoria da tenere sotto controllo sono i bambini. «Anche al più attento dei genitori può sfuggire il riconoscimento di un’ambliopia – spiega l’esperto – Il bambino si muove bene, cresce bene e non desta alcun sospetto né nei genitori né nei maestri. Sappiamo però che il periodo plastico della funzione visiva ha compimento entro gli otto-nove anni. Vale a dire che, se un problema refrattivo (miopia, astigmatismo, ipermetropia) o uno strabismo viene diagnosticato entro tale periodo, abbiamo la possibilità di intervenire e rieducare l’occhio pigro. Passato il periodo plastico, il capitale visivo di un bimbo rimarrà tale per tutta la vita. È fondamentale dunque la prevenzione».

Quattro cecità su cinque possono essere evitate, con controlli regolari dall’oculista e uno stile di vita sano. In assenza di patologie specifiche è consigliabile sottoporsi a visite dall’oculista alla nascita, a tre, sei e dieci anni di vita, dopo i 40 ogni due anni, dopo i 60 ogni anno. Inoltre con cinque semplici regole possiamo contribuire a proteggere la salute degli occhi, lo specchio della salute del corpo.


1. Evitare le radiazioni ultraviolette dirette o indirette con occhiali da sole e/o con visiere e, per i piccini, con gli appositi parasole da passeggino.
2. Non fumare e bere alcolici moderatamente.
3. Limitare i grassi saturi e controllare il colesterolo.
4. Mangiare tanta verdura e frutta.
5. Se ritenuto opportuno dall’oculista, assumere integratori contenenti antiossidanti (luteina, astaxantina).

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