Sanihelp.it – Incidenti automobilistici e sportivi, casi di violenza, autolesione e cadute accidentali sono le cause principali delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite (GCA), un fenomeno che in Italia coinvolge circa 500 mila persone, con almeno nove mila nuovi casi ogni anno.
Ma le cause di una GCA non sono solo di origine traumatica. Troviamo anche problematiche mediche come emorragie, anossie, ischemie, malattie infettive. Le conseguenze sono sempre altamente invalidanti, con conseguenze gravi sull’autonomia della persona e sulla famiglia.
Il principale intervento medico, oltre alla cura farmacologica, riguarda il percorso riabilitativo a cui partecipa il logopedista, figura cardine per la riabilitazione dei deficit comunicativi e dell’alimentazione già dalla fase acuta. La sinergia tra queste figure e i tempi di intervento sono i dati emersi dalla Terza Conferenza Nazionale di Consenso sulla buona pratica nella riabilitazione ospedaliera delle persone con gravi cerebrolesioni acquisite.
Se questo tipo di intervento è tempestivo, permette di realizzare il contenimento della disabilità che queste persone rischiano se non gestite in maniera precoce e appropriata. Purtroppo non sempre questo è possibile perché il servizio non è attivato in maniera omogenea nel nostro Paese. Risulta quindi necessario rivedere i percorsi e gli standard del personale ospedaliero per dotare il team multidisciplinare delle Professioni maggiormente responsabili in tali casi di regole certe e aggiornate.
La FLI – Federazione dei Logopedisti Italiani- ritiene che una buona riabilitazione basata su una buona pratica debba essere sistematizzata, demandata ai singoli professionisti (ognuno per le sue competenze) e soprattutto avviata già dalla fase acuta precoce, quando il paziente entra in contatto con questa sconvolgente e grave esperienza che vedrà cambiare la sua vita e quella dei familiari.