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Colon-retto: nuova soluzione chirurgica

Terapia

Sanihelp.it – Presso l’Istituto Tumori Pascale di Napoli è stata messa a punto una nuova soluzione di chirurgia oncologica laparoscopica per il carcinoma del cono-retto: una sola incisione di 20 mm all’altezza dell’ombelico.
Il tumore del colon-retto è una delle cause di morte più frequenti nei paesi occidentali e In Italia riguarda ogni anno circa 30-50 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Una neoplasia molto rara fino ai 40 anni, ma che diventa sempre più ricorrente dopo i 60 e raggiunge il picco massimo verso gli 80. L’incidenza della patologia, che colpisce i due sessi in egual misura, è seconda solo al cancro al seno per le donne e al cancro ai polmoni per gli uomini.


Lo sviluppo di questo tipo di tumore quasi sempre avviene a partire da una lesione preesistente, chiamata polipo adenomatoso, una protrusione della mucosa del colon formato dalle stesse cellule che si moltiplicano in maniera incontrollata. Inizialmente benigna, questa proliferazione può evolvere, in un intervallo di tempo di circa dieci anni, in forma maligna quando, oltre la mucosa, l’invasione coinvolge anche gli strati sottostanti (sottomucosa, muscolare, sierosa) e gli organi vicini.

Benché siano sconosciute le cause precise, esistono tuttavia fattori di rischio che incrementano le possibilità di sviluppare questa forma tumorale, in particolare l’età avanzata, una dieta ricca di grassi e povera di fibre, la familiarità e la presenza di un precedente stato infiammatorio, come la colite ulcerosa o il morbo di Chron.

La terapia più applicata è l’asportazione chirurgica del tratto di colon interessato dal tumore. Dagli anni Novanta, la procedura chirurgica tradizionale open è stata quasi completamente sostituita da tecniche di laparoscopia, nelle quali l’asportazione avviene attraverso pochi piccoli fori nell’addome, al fine di ridurre le complicanze post-operatorie e migliorare il risultato estetico dell’intervento.

Negli ultimi anni le procedure laparoscopiche hanno avuto uno sviluppo straordinario, diventando sempre meno invasive. Oggi l’evoluzione della chirurgia laparoscopica si chiama SILS (Single Incision Laparoscopic Surgery), acronimo che indica una procedura in cui, grazie a dispositivi e strumenti specialistici, l’intervento viene eseguito con una singola incisione attraverso l’ombelico.

Il Professor Giovanni Romano, Presidente della ESCP (European Society of ColonProctology) e primario del reparto di Chirurgia Addominale dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli commenta: «Noi siamo stati i primi in Campania a operare i tumori del colon-retto con la SILS, a partire dall’inizio del 2010. In tutto finora abbiamo operato una decina di casi, riscontrando esiti positivi nella fase post-operatoria. Il principale vantaggio riscontrato è soprattutto di tipo estetico, poiché il singolo punto di accesso può essere perfettamente nascosto dall’apertura dell’ombelico. Inoltre, i pazienti operati con la SILS possono essere dimessi in 3-4 giorni, un tempo leggermente ridotto rispetto al decorso post operatorio della laparoscopia tradizionale: è però bene ricordare che i pazienti rimangono sotto osservazione anche dopo aver lasciato l’ospedale, al fine di ridurre il più possibile il rischio di complicanze nella fase di guarigione».

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