Sanihelp.it – Da sempre sotto accusa per la loro pericolosità sulla salute, merendine, snack e tutti quei cibi di facile consumo (ma dalle dubbie qualità nutrizionali), hanno recentemente dimostrato la loro pericolosità anche sul feto, in caso di ripetuta assunzione da parte della mamma.
Prodotti pensando più alle vendite che alla salubrità, gli junk food (alimenti spazzatura) sono costituiti da una miscela di grassi, zuccheri e sale, studiata ad hoc per generare dipendenza nei consumatori. La miscela vincente viene sperimentata in laboratorio e sottoposta al “giudizio” di cavie animali che mostrano il loro livello di apprezzamento mediante una ricerca più o meno spasmodica una volta avvertitane la presenza nelle loro vicinanze.
Essendo alimenti ricchi di lipidi, i bambini le cui madri eccedono nel loro consumo, presentano mediamente esagerati accumuli di grasso intorno agli organi interni, con aumentato rischio di sviluppare malattie metaboliche nel corso della vita. Per di più, sperimentalmente, si è notato che topolini nati da madri nutrite con junk food, pur limitando questa cattiva abitudine alimentare dopo lo svezzamento, mantengono livelli alti di colesterolo e trigliceridi, restano in sovrappeso e presentano valori di insulina fuori norma.
Oltretutto, si è osservato che il consumo di junk food da parte della futura mamma, ha una grossa influenza su ciò che il bambino deciderà di mangiare non solo una volta terminato lo svezzamento, ma anche nelle età più avanzate.
Junk food
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