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Diabete: piedi a rischio, attenzione alle ulcere

Sanihelp.it – L’aumento della sopravvivenza dei malati di diabete e l’innalzamento dell’età media hanno portato il piede diabetico a diventare la complicanza tardiva della malattia con maggior rilevanza economica e sociale.


In Italia si parla di circa tre milioni di diabetici (ovvero il 6% della popolazione) di cui il 15% svilupperà nel corso della vita una severa infezione del piede, che nei casi più gravi può portare all’amputazione del piede o dell’intero arto.

Il 50% di tutte le amputazioni maggiori eseguite riguarda i diabetici e su 100 diabetici amputati circa 85 hanno avuto come causa dell’amputazione una lesione ulcerativa del piede aggravatasi nel tempo. Per questo bisogna prestare attenzione ai campanelli d’allarme che iniziano con una piccola ulcera spesso sottovalutata o non riconosciuta dal paziente.

Oggi disponiamo del bisturi ad acqua ad alta velocità (idrobisturi), indicato per la rimozione del tessuto necrotico al fine di ottenere una lesione pulita e predisposta alla guarigione. Si possono utilizzare apparecchi a pressione negativa che, creando il sottovuoto, permettono di contribuire all’eliminazione dell’infezione favorendo la chiusura delle lesioni, e i sostituti dermici ed epidermici che consentono, nella fase di ricostruzione dei tessuti, di riempire e rimodellare le parti asportate.

L’ossigenoterapia iperbarica è fondamentale in talune situazioni dove siano presenti nelle lesioni agenti infettivi particolari. Una parte importante della cura viene svolta con l’applicazione di medicazioni tecnologiche che possono anche essere associate a disinfettanti locali a base di argento.

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