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Balbetta? Serve il logopedista

6 marzo Giornata Europea della Logopedia

Sanihelp.it – Un filo diretto per aiutare chi balbetta a liberare le parole: in occasione della Giornata Europea della Logopedia del 6 marzo, dedicata alla balbuzie, la Federazione Logopedisti Italiani (Fli) si presta a celebrare l’iniziativa, proposta dal Comitee Permanent de Liaison des Orthophonistes-Logopèdes de l’Union Europeénne (CPLOL), con numerose iniziative su tutto il territorio nazionale.


«La balbuzie – spiega Tiziana Rossetto, presidente della Federazione di Logopedisti Italiani – è un disordine evolutivo del linguaggio che impedisce di parlare in modo fluido. Di solito si manifesta nei bambini tra i 3 e i 5 anni e, se non curata in modo adeguato, può raggiungere l’età adulta». Quando compare da adulti, è frequente riscontrare che il soggetto ha sofferto in passato di una forma lieve o occasionale di balbuzie, di cui però non ha ricordi precisi o che non paragona al problema manifestato in seguito.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità la definisce «un disturbo del ritmo della parola, nel quale il malato sa perfettamente cosa vuole dire, ma allo stesso tempo è impossibilitato a farlo a causa di arresti, ripetizioni o prolungamenti di suoni involontari».

Ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe o parole, così come esitazioni e blocchi di silenzio sono i principali sintomi. Si tratta di disfluenze involontarie, di cui il balbuziente è consapevole, ma che non è sempre in grado di controllare.

La balbuzie ha una prevalenza di circa l’1% nella popolazione e presenta un'incidenza del 4-5%. In Italia si contano quasi un milione di malati. È presente in un maggior numero di maschi rispetto alle femmine, con un rapporto che varia da 3:1 a 5:1. Nei bambini in pieno sviluppo linguistico, cioè sotto i quattro anni, questa differenza tra i sessi, si riduce a un rapporto di 2 a 1.

La pratica clinica di interesse logopedico con la balbuzie è più frequente nei bambini piccoli che negli adulti. «La stima prognostica – conclude la presidente FLI – è che il 75-80% di loro torneranno gradualmente alla fluenza; qualora invece persista oltre i 12/18 mesi consecutivi le probabilità di una risoluzione spontanea diminuiscono e diventa necessario iniziare un percorso rieducativo. Ricordiamo che la balbuzie può essere curata ma non si può guarire completamente».

La balbuzie è un disturbo complesso. Attualmente non si conosce esattamente quale sia la causa. Gli esperti propendono, però, per una spiegazione multifattoriale, in cui la predisposizione genetica ha un ruolo importante.


La probabilità di sviluppare il disturbo aumenta infatti nei casi di storia familiare: una percentuale di soggetti (da 30% a 69%) con un parente di primo grado che soffre del disturbo lo manifesta a sua volta. La malattia può comparire anche in soggetti nelle cui famiglie non vi è alcuna storia precedente: almeno il 25% di soggetti che balbetta si trova in questa condizione. Oltre alla familiarità, incidono anche alterazioni organiche, come episodi di malattia e/o eccessiva debolezza fisica, o di disagio psicofisico.

Un'enorme varietà di trattamenti è utilizzata per gestire la balbuzie. Attualmente l’approccio terapeutico più indicato è quello globale e integrato. Il processo di trattamento dovrebbe essere suddiviso in tre fasi: apprendimento della tecnica facilitante e gestione dell’attitudine comunicativa, trasferimento della stessa dal setting clinico alla vita quotidiana, mantenimento della fluenza raggiunta.

Trasversale a tutte le tre le fasi e fondamentale nel trattamento sono il counselling logopedico e la gestione dell’attitudine comunicativa, intesa come l’insieme di pensieri, sentimenti ed emozioni collegati alla consapevolezza del disturbo che accompagna il soggetto nella vita quotidiana.

Lo scopo della terapia è quello di aiutare il soggetto a trovare un giusto equilibrio tra il sentirsi a proprio agio rispetto alla propria verbalità e alla balbuzie, a posto con se stesso e diventare abile nel capire e nell’usare le tecniche di modificazione della fluenza al fine di diventare un efficace comunicatore.

Dal 5 al 9 marzo basta chiamare il numero 049.8647936 o inviare una email a info@fli.it per ottenere notizie sulla patologia, consigli ufficiali e il nome del logopedista più vicino a casa.

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