Sanihelp.it – Le maggiori società scientifiche hanno già espresso parere contrario alla notizia della sentenza del Tribunale di Rimini che attribuisce l'insorgenza dell'autismo alla somministrazione del vaccino trivalente contro morbillo, rosolia e parotite (MPR), accogliendo il ricorso di una coppia di genitori.
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) vuole rassicurare i genitori, spiegando i motivi per i quali non può essere preso in considerazione alcun legame tra l'insorgenza della sindrome autistica e la somministrazione del vaccino.
L’esistenza di una tale associazione era stata avanzata nel 1998 da Andrew Wakefield, chirurgo inglese, in un articolo pubblicato su Lancet, inerente 12 bambini con enterocolite cronica e alterazioni regressive delle sviluppo : in 8 bambini malati, l'insorgenza dei problemi comportamentali sarebbe stata temporalmente collegata a questa vaccinazione.
Il mondo scientifico denunciò gli errori metodologici dell’articolo e i rischi per la salute pubblica derivanti dalla diffusione di queste notizie. Successivamente sono comparsi numerosi studi che non confermavano i dati di Wakefield e negavano l’esistenza di un legame fra l’autismo e la vaccinazione MPR.
In particolari alcuni lavori hanno evidenziato come i casi di diagnosi di autismo fossero già in aumento in Inghilterra prima dell’introduzione della vaccinazione, mentre in Giappone dopo la sospensione della vaccinazione il numero casi di autismo è aumentato. Alla fine l’articolo di Wakefield è stato ritrattato dalla redazione di Lancet agli inizi del 2010, in seguito al giudizio emesso dal General Medical Council del Regno Unito.
«Viene da chiedersi – commenta il professor Luciano Pinto, direttivo SIPPS- se il medico legale che ha assistito il giudice di Rimini sia mai venuto conoscenza di questi fatti e, nel caso, per quale motivo non ne abbia edotto il magistrato».
«Il rischio – aggiunge il professor Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS – è che si riduca drasticamente la copertura vaccinale per morbillo e rosolia, rallentando l’obiettivo dell’Organizzazione mondiale della sanità di raggiungere l’eradicazione delle malattie entro il 2015, e che si scenda a livelli pericolosi per la salute pubblica».
È invece fondamentale che i genitori non manchino all'appuntamento con la vaccinazione MPR. Morbillo e rosolia, infatti, sono malattie che possono comportare seri rischi: il morbillo è una malattia altamente contagiosa che può provocare gravi complicanze e in taluni casi può portare alla morte; la rosolia, se contratta da una donna durante il primo trimestre di gestazione, può causare la sindrome da rosolia congenita, causando gravi danni permanenti al nascituro.
Il calendario vaccinale prevede due dosi di trivalente: una a 13 mesi di vita, la seconda a cinque-sei anni. Può essere somministrato a qualunque età e anche in contemporanea con altri vaccini. Il vaccino non è obbligatorio ma è raccomandato dal Ministero della Salute e da altri organismi internazionali ed è offerto gratuitamente.