Sanihelp.it – Il diabete di tipo 2 rappresenta oggi uno tra i principali problemi per la salute pubblica a livello mondiale. Basti pensare che in Italia il 4,9% della popolazione (pari a circa 3 milioni di persone) ne è affetto, l’1,6% (pari a 1 milione) ha difficoltà a tenere sotto controllo la glicemia, mente il 4,3% (pari a 2,6 milioni di persone) potrebbe svilupparlo nel prossimo futuro. E per il 2030 si prevede che le persone diagnosticate di diabete saranno ben 5 milioni.
Recentemente grande attenzione si sta ponendo sull’effetto benefico delle sostanze di origine naturale in termini di prevenzione e trattamento di questa patologia. Le piante e i vegetali contengono infatti numerosi polifenoli, tra cui gli stilbeni, quali il resveratrolo, i flavonoli quali la quercetina, le catechine, le antocianine, i curcuminoidi e gli isiotiocianati, che hanno la capacità dimostrata di ridurre l’iperglicemia, di migliorare la funzione delle cellule beta e di proteggere dalla perdita di queste ultime. I numerosi pathways intracellulari attivati da tali composti risultano determinanti per l’attivazione delle difese antiossidanti, per la regolazione del ciclo cellulare, per la produzione di energia a livello mitocondriale, per il tono vascolare, per l’inibizione degli oncogeni e per molti altri fenomeni che, se deregolati, possono portare allo sviluppo e alla progressione di patologie collegate all’invecchiamento, quali il diabete di tipo 2.
Lo studio correlato:
In vitro and in vivo anti-diabetic effects of anthocyanins from Maqui Berry (Aristotelia chilensis)
Food Chemistry 2012;13(2);387-396
Lo studio condotto presso l’Università della Nord Carolina ha valutato l’effetto antidiabetico su ratti obesi di una formulazione standardizzata ricca di antocianine, ricavata dale bacche di maqui. I ricercatori hanno isolato la delfinidina 3-sambubioside-5-glucoside (D3S5G), una caratteristica antocianina del maqui e hanno studiato le sue proprietà antidiabetiche. Essi hanno osservato che la somministrazione orale del preparato ha migliorato i livelli di glicemia a digiuno e la tolleranza al glucosio in ratti obesi iperglicemici.