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Come la crisi colpisce le donne

Disagio psicologico

Sanihelp.it – La ormai nota crisi ha coinvolto il mondo del lavoro e di conseguenza anche le famiglie, con crescenti fatiche e difficoltà, trasformatesi talvolta in situazioni di emergenza e di dramma. Grazie al contributo della dottoressa Paola Vinciguerra, presidente dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap), proviamo a capire come questo momento influisca sulla salute psicologica di uomini e donne.


«Quando la crisi economica è iniziata sono stati gli uomini a mostrare inizialmente i primi disagi. Sono stati loro a risentire del peso della precarietà lavorativa e di quella economica. Forse più delle donne, gli uomini si identificano nella performance lavorativa e nella loro capacità di garantire stabilità alla famiglia. La crisi ha comportato un crollo della loro identità di uomini, capaci di produrre e provvedere al benessere del proprio nucleo famigliare. La donna, che fosse madre, compagna, figlia ha inizialmente cercato di sostenere i propri cari, restando fedele al suo ruolo di punto di forza, di cuscinetto, di colonna portante. Il perdurare della crisi però sta iniziando a minare l'energia della donna con alterazioni che portano ad abbattimento delle difese immunitarie favorendo l'instaurarsi di patologie fisiche ed emozionali. Una donna su tre, tra i 40 e i 50 anni, soffre di stati ansiosi che possono degenerare nel giro di poco tempo in attacchi di panico, depressione e patologie psico-fisiche anche gravi. I sintomi più comuni possono essere insonnia, irritabilità, senso di minaccia, gastriti, coliti, tristezza, paura, per arrivare con il tempo a complicanze più preoccupanti.

Il consiglio che possiamo dare è quello di non mollare, di non lasciarsi andare e di fare quello sforzo che consenta di trovare la forza fuori e dentro di noi. Può essere utile rivolgersi a un gruppo di auto-aiuto, l’Eurodap ne promuove uno gratuito tutti i venerdì sera a Roma. Bisogna però affrontare questa occasione con lo spirito giusto: è un momento di confronto, organizzazione, ascolto delle esperienze e magari delle soluzioni degli altri, non può essere il luogo in cui lo sfogo è fine a se stesso o in cui ci si crogiola nel vittimismo, nell’angoscia, nell’allarmismo. La crisi deve essere uno stimolo a informarsi, rialzarsi, reinventarsi; occorre davvero superare questo momento insieme, facendosi aiutare e non dimenticando quanto sia importante e preziosa, soprattutto in un momento di drammatica difficoltà, la solidarietà».

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