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Boom allergie alimentari: in arrivo corsi per ristoratori

Sanihelp.it – Gli allergici a uno o più alimenti in Europa sono circa 17 milioni, e sono raddoppiati in 10 anni, ma finora nessuno si era mai preoccupato di dare loro indicazioni precise su che cosa fare o non fare per prevenirle, diagnosticarle, curarle e ridurre il rischio di shock anafilattici.


Ora il vuoto è stato colmato dalle prime Linee Guida al mondo ad affrontare la gestione delle allergie alimentari dalla A alla Z, presentate dall'European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) durante il World Allergy Asthma Congress.

Il documento offre indicazioni utili per i pazienti e i ministri della salute europei, i medici e gli insegnanti, i produttori alimentari e i ristoratori; particolare spazio è stato dedicato alle donne in attesa, che per la prima volta hanno a disposizione indicazioni chiare e complete per la prevenzione delle allergie alimentari nei bambini.

Le Linee Guida EAACI sono formulate per porre dei punti fermi per la diagnosi e trattamento dell’allergie alimentare e delle reazioni allergiche gravi nonché per la prevenzione dell’allergia alimentare per la prima volta tutti gli esperti nel settore, sulla base dell'analisi di tutte le evidenze scientifiche raccolte a oggi, concordano su una serie di raccomandazioni per la gestione e la prevenzione delle allergie alimentari nei bambini.

Le allergie alimentari sono una vera emergenza: in continuo aumento, tanto che le ammissioni in ospedale per serie reazioni allergiche ai cibi sono aumentate di 7 volte in 10 anni. In Italia i pazienti sono circa 2 milioni, di cui 570.000 con meno di 18 anni.

Le linee guida raccomandano corsi di addestramento per tutti coloro che si occupano di ristorazione, al fine di ridurre, e soprattutto gestire, il rischio e le reazioni da shock anafilattico anche negli spazi pubblici.

Il documento è suddiviso in sezioni dedicate alla diagnosi, il trattamento, l'anafilassi, la prevenzione, la qualità di vita, le indicazioni per la comunità; l'obiettivo è costituire una piattaforma comune e condivisa di dialogo fra quanti devono gestire i pazienti e quanti possono prendere iniziative che incidano sulla loro vita, dai livelli di assistenza da garantire alla rimborsabilità di test diagnostici, terapie e prodotti speciali, dalle regole per l'etichettatura dei cibi agli standard di cura, dalla necessità di lavorare gli alimenti potenzialmente allergenici in aree e linee di produzione fisicamente isolate nelle aziende agli interventi educativi necessari per la gestione delle allergie alimentari.


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