Sanihelp.it – L’utilizzo di smartphone e tablet nei bambini di età inferiore ai 30 mesi potrebbe essere molto dannoso per lo sviluppo socio-emotivo dell’infante.
Inoltre, l’eccessivo impiego di questi dispositivi da parte dei bambini con meno di tre anni, potrebbe compromettere lo sviluppo delle competenze necessarie ad applicarsi nelle discipline matematiche e scientifiche.
Per questo, affermano i ricercatori della Boston University School of Medicine, cercare di calmare un bambino dandogli in mano tablet o smartphone potrebbe rivelarsi un comportamento dannoso: piuttosto, soprattutto in età prescolare, sarebbe molto meglio che i genitori aumentassero il contatto e l’interazione umana con i propri figli, evitando di dare loro in mano continuamente i dispositivi elettronici.
«Se questi dispositivi diventano il metodo predominante per calmare e distrarre i bambini – chiedono gli scienziati – essi saranno mai in grado di sviluppare i loro meccanismi interni di autoregolamentazione?».
Infatti, seppur numerose ricerche hanno dimostrato come i bambini con meno di 30 mesi possano apprendere dalla televisione quasi come dall’interazione umana, non vi sono ancora dati sufficienti per stabilire se le applicazioni interattive dei dispositivi mobili possano produrre un risultato simile. Mentre, al contrario, sembra che più i bambini trascorrono il loro tempo sui dispositivi elettronici invece che giocare e interagire con i coetanei, maggiore è il rischio di perdere alcune abilità.
«Questi dispositivi possono sostituire le attività pratiche necessarie per lo sviluppo senso-motorio e visuo-motorio – spiega la dottoressa Radesky, dal Boston Medical Center – entrambe capacità molto importanti per l'apprendimento e l'applicazione della matematica e delle discipline scientifiche».
Insomma, tenere il proprio bambino tranquillo rifilandogli un tablet, potrebbe causare più male che bene. Ma per chiarirne completamente gli effetti, saranno necessarie ulteriori ricerche.