Sanihelp.it – Circa il 95% delle borse utilizzate quotidianamente (ed in particolare quelle in materiale sintetico) ospita intere colonie di batteri potenzialmente nocivi.
Questa la conclusione di uno studio eseguito presso la University of Mauritius, dove sono stati analizzati 145 tamponi effettuati su borse appartenenti a uomini e donne reclutati casualmente.
I risultati, pubblicati sulla rivista Advanced Biomedical Research, hanno permesso quindi non solo di riscontrare la presenza di batteri in quasi tutte le borse analizzate, ma di rilevare inoltre come le tipologie più comuni fossero il Micrococcus, lo Staphylococcus ed il Bacillus, ovvero tutti batteri che, seppur convivano placidamente nello stesso ambiente dell’uomo, in determinate circostanze (per esempio in presenza di lesioni cutanee o nei casi di indeblimento del sistema immunitario) penetrano all’interno dell’organismo scatenando un'infezione.
Ma seppur i ricercatori affermino che questo sia «il primo studio a dimostrare come le borse di uomini e donne potrebbero essere contaminate con microrganismi da considerare potenziali vettori per la trasmissione di malattie», sul sito gestito dal servizio sanitario pubblico inglese (www.nhs.uk) vengono enunciate le limitazioni dei risultati conseguiti.
«Non viviamo in un ambiente completamente sterile, e continuare a lavare la borsa che utilizziamo quotidianamente non ci renderà certamente ‘liberi dai batteri’ – spiegano gli esperti sul sito – Pertanto questo studio non dovrebbe essere motivo di preoccupazione per coloro i quali possiedono una borsa. Piuttosto, ricordare di lavarsi regolarmente le mani, soprattutto prima di mangiare o di entrare in contatto con il cibo, potrebbe rivelarsi una strategia decisamente migliore per ridurre la probabilità che i germi presenti nell'ambiente causino l'insorgenza di malattie ed infezioni».