Sanihelp.it – Da una recente ricerca condotta in Italia da AstraRicerche per conto di Allergan, emerge che le donne italiane ancora associano i trattamenti con filler dermici a un aspetto innaturale e artefatto. Spesso si fa riferimento a cattivi esempi riconducibili a un’élite di celebrities che hanno dato i natali a leggende metropolitane e falsi miti.
Una percezione che perde decisamente forza quando le intervistate vengono poste di fronte a casi reali di donne che si sono sottoposte a un filler a base di acido ialuronico. La ricerca ha inoltre rilevato un atteggiamento molto più consapevole nei confronti dell’invecchiamento rispetto al passato. Nella ricerca di trattamenti antietà efficaci, le donne pongono l’accento sul desiderio di avere un aspetto nel quale riconoscersi, gestendo gli effetti del tempo sul viso, compatibilmente con la propria età.
A un campione di oltre 800 donne sono state mostrate le fotografie di 17 donne – 8 sottoposte al trattamento con filler dermici e 9 mai trattate – chiedendo alle intervistate di indicare per ciascuna se avesse o no effettuato il trattamento. Il campione non è stato in grado di individuare le differenze.
Considerando soltanto le tre donne maggiormente identificate come trattate: al primo posto, il 79.7% delle intervistate riconosce una donna realmente trattata; ma al secondo posto il 70.1% e al terzo posto il 63.8% delle intervistate indicano due donne che invece non si sono mai sottoposte al trattamento.
Il confronto tra il prima e il dopo trattamento determina un mutamento di pensiero dell’intero campione rispetto all’immagine percepita dei filler. In particolare, l’idea di un trattamento che ripristina la freschezza, la bellezza dei propri tratti senza alterarli, conferendo un aspetto molto naturale, è sostenuta dal 70.2% delle intervistate e la condivisione di tale affermazione cresce di oltre 25 punti percentuali rispetto al dato pre-trattamento.
Cala anche la percentuale delle intervistate convinte che il trattamento sia per persone vanesie e superficiali, interessate solo all’aspetto fisico (dal 42.8% al 27.3%), oppure riporta troppo indietro nel tempo, troppo lontani dalla propria età anagrafica (dal 34.2% al 15.2%).
Muta anche la propensione espressa dalle intervistate, che mai si sono sottoposte a un trattamento con filler, a prendere in considerazione la possibilità di farlo: se, prima di vedere le immagini, il 43.8% affermava di non prenderlo in considerazione a fronte di un 23.1% che lo avrebbe fatto, dopo la visione delle foto, il 36.4% lo valuterebbe arrivando a superare la percentuale di quante non ne hanno ancora l’intenzione, scesa al 32.2%.
«Il trattamento deve essere personalizzato – commenta Maurizio Cavallini, medico chirurgo specialista in chirurgia plastica – cioè determinato dalle caratteristiche individuali e dalle zone che mostrano dei bisogni relativi alla perdita di volume, l’irregolarità della superficie, il tono e la grana della pelle.
Questo approccio, unito all’utilizzo di prodotti di altissima qualità e all’esperienza di un medico (l’unica figura professionale autorizzata a eseguire questo genere di trattamento) qualificato ed esperto nel campo della medicina estetica e chirurgia plastica, sono condizioni necessarie perché il risultato sia naturale e il viso ritrovi freschezza, tono e luminosità».