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La meditazione rallenta l’invecchiamento del cervello

Chi medita conserva più sostanza grigia

Sanihelp.it – La riduzione del volume di materia grigia, ovvero di quell’area cerebrale dove hanno sede le attività superiori del sistema nervoso (come pensiero, calcolo e memoria), è un naturale processo fisiologico che prende avvio già una volta superati i venticinque o i trent’anni di età.


Il lento progredire di questo processo conduce ad una graduale perdita delle capacità funzionali, motivo per cui più l’età avanza e maggiore è il rischio di sviluppare malattie mentali e neurodegenerative. Ma un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of California e pubblicato sul giornale Frontiers in Psychology, ha evidenziato come la meditazione possa contribuire a preservare il tessuto neuronale di cui è composta la materia grigia.

Confrontando le scansioni cerebrali di un gruppo di partecipanti composto da cento persone, i ricercatori hanno infatti stabilito come, nonostante fosse sempre evidente una certa correlazione tra volume di sostanza grigia ed età, coloro i quali erano dediti alla meditazione avessero registrato una perdita di materia grigia minore rispetto a coloro che invece non praticavano nessuna tecnica meditativa.

«Ci aspettavamo di osservare delle piccole differenze nelle regioni cerebrali che erano state precedentemente associate con la meditazione – ha spiegato il dottor Kurth, co-autore dello studio e ricercatore presso il Brain Mapping Center della University of California – Invece abbiamo rilevato come la meditazione abbia riscosso un effetto su tutte le regioni del cervello».

«Mentre gran parte della ricerca attuale si è concentrata sull'identificazione dei fattori che causano l’aumento del rischio di malattie mentali e di declino neurodegenerativo – ha aggiunto il dottor Luders, professore di neurologia presso la School of Medicine della University of California nonché autore principale della ricerca – relativamente poca attenzione è stata invece riservata a quelle iniziative volte a migliorare la salute del cervello. Sotto questa luce, risulta evidente come non sia concepibile beneficiare di un allungamento della vita a scapito della qualità».

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