Sanihelp.it – Bere mezzo litro di succo d'arancia al giorno, potrebbe contribuire a migliorare l’attività cerebrale nelle persone con più di sessantacinque anni.
Questo il risultato di una ricerca operata presso la University of Reading, dove è stato chiesto ad un gruppo composto da trentasette adulti con un’età media di sessantasette anni, di consumare cinquecento millilitri di succo d’arancia al giorno per un periodo di otto settimane.
Sia all'inizio che alla fine dello studio, pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition, i ricercatori hanno valutato la ‘funzione cognitiva globale’ di ogni partecipante, ovvero l’insieme di abilità cognitive quali la memoria, il tempo di reazione e la capacità verbale.
Al termine delle otto settimane di sperimentazione, gli adulti hanno mostrato un miglioramento complessivo della funzione cognitiva globale pari all’8%, una percentuale che, per quanto ridotta, risulta essere comunque significativa.
«La popolazione globale sta invecchiando rapidamente – commenta il dottor Lamport dalla scuola di Psicologia e Scienze Cliniche della University of Reading nonché co-autore dello studio – Le stime suggeriscono che il numero di persone ultrasessantenni potrebbe triplicare entro il 2100, motivo per cui risulta indispensabile esplorare modalità semplici e convenienti per migliorare la funzione cognitiva in età avanzata».
I ricercatori infatti, nonostante non raccomandino di assumere mezzo litro di succo d'arancia ogni giorno, sottolineano come i risultati di questa ricerca permettano di rilevare l’importante ruolo ricoperto dai flavonoidi (ovvero dai composti fitochimici contenuti nella spremuta) nel fornire nutrienti utili a migliorare le funzioni cerebrali.
«Apportare piccole modifiche alla dieta quotidiana, come mangiare più frutta e verdura ricca di flavonoidi, potrebbe permettere di trarre vantaggi sostanziali per la salute del cervello – prosegue il dottor Lamport – Certamente sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire gli effetti positivi dei flavonoidi sulla cognizione, tuttavia questa scoperta rimane molto importante, poiché contribuisce a rafforzare la crescente quantità di prove che dimostrano come i prodotti alimentari ricchi di flavonoidi potrebbero svolgere un ruolo importante nella lotta contro il declino cognitivo in età avanzata».