Sanihelp.it – Seguire il modello alimentare della dieta mediterranea (conosciuto per la sua abbondanza di verdura, pesce e olio di oliva), integrata con un maggior consumo di olio extravergine di oliva, permetterebbe di abbassare il rischio di insorgenza del tumore al seno.
Questo il risultato ottenuto da uno studio condotto presso l’Università spagnola di Navarra nell’ambito del progetto PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterránea), uno studio su larga scala finalizzato a valutare l’efficacia della dieta mediterranea in qualità di strumento preventivo per le malattie cardiovascolari.
Dal 2003 al 2009 infatti, sono state reclutate 4.282 donne di età compresa tra i sessanta e gli ottant’anni: a metà delle partecipanti è stata assegnata una dieta mediterranea integrata con un maggior consumo di olio extravergine di oliva (circa un litro alla settimana per le partecipanti e le famiglie) oppure frutta secca (30 grammi al giorno: nello specifico 15 grammi di noci, 7,5 grammi di nocciole e 7,5 grammi di mandorle), mentre l’altra metà del gruppo ha dovuto seguire una dieta povera di grassi.
I risultati dello studio, pubblicati sul JAMA Network Journals, hanno evidenziato come, rispetto agli altri due gruppi, le donne che avevano assunto una maggiore quantità di olio extravergine di oliva avessero beneficiato del 68% di probabilità in meno di sviluppare un tumore al seno.
I ricercatori però hanno subito esplicitato alcune limitazioni ai risultati ottenuti, tra cui il fatto che le modalità di prevenzione per il cancro al seno non rientrassero nelle finalità di ricerca dello studio, e che non sia possibile stabilire con certezza se l'effetto benefico osservato sia attribuibile all’olio extravergine di oliva oppure al suo consumo nel contesto della dieta mediterranea.
«I risultati dello studio suggeriscono come la dieta mediterranea integrata con un maggior consumo di olio extravergine di oliva riscuota un effetto benefico nella prevenzione primaria del tumore al seno – concludono gli autori dello studio – Se le strategie preventive rappresentano l'approccio più utile ed efficace contro il cancro, qualora questi risultati venissero confermati si paleserebbe un nuovo ed importante scenario nella lotta al tumore al seno».