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Nuova trasgressione: 72 ore di sesso sotto effetto di droghe

Sanihelp.it – Quando si parla di sesso, la fantasia dell'essere umano non conosce limiti: e se in linea generale potrebbe anche trattarsi di una cosa positiva, sfortunatamente tale affermazione risulta ancor più vera quando si parla di sperimentazioni che possono tranquillamente essere definite come aberranti. Secondo un articolo pubblicato in questi giorni dal Telegraph, la nuova frontiera della trasgressione si chiama «chemsex»: ovvero sia, sessioni anche di 72 ore filate, con più partner, sospinti dall'assunzione di sostanze chimiche, ovvero anfetamine, come il crystal meth. Tale novità, secondo la NHS e la Royal College of GP, risulta particolarmente pericolosa, in quanto aumenta in maniera sconsiderata le probabilità di contrarre malattie quali HIV ed epatite: per non parlare degli effetti deleteri dell'assunzione di metanfetamine, tra cui insonnia, paranoia, convulsioni, perdita di appetito, ictus, infarto del miocardio, tendenze suicide, psicosi, controindicazioni che aumentano facendo sesso in contemporanea.


Tali sessioni risulterebbero talmente prolungate che addirittura le persone che indulgono in questa nuova perversione arriverebbero poi in ospedale troppo tardi per correre ai ripari e assumere farmaci anti-virali o contraccettivi d'emergenza: per questo secondo gli esperti il «chemsex» deve diventare una assoluta priorità sanitaria. Una posizione condivisa dal British Medical Journal, che ha accusato tale tendenza di aumentare la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, incluse ma non limitate all'HIV, e problemi mentali legati all'assunzione di droghe, che alla lunga comportano anche una condizione di forte dipendenza, con incremento del rischio di overdose, convulsioni, svenimenti e rimanere dunque vittime di stupri.

Durante le 72 ore filate, chi pratica «chemsex» non dorme, non mangia e ha rapporti, solitamente anche non protetti, con una media di cinque partner diversi: per questo motivo, il rischio di contrarre l'HIV o altre patologie sessualmente trasmissibili risulta altissimo, rischio che diventa anche maggiore se consideriamo il fatto che i pazienti che decidono di trasgredire si recano poi in ospedale troppo tardi per la profilassi di rito. Un report recente del London School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra ha evidenziato come il 75% delle persone omosessuali intervistate avessero partecipato a queste lunghe sessioni: ma ciò nonostante, sebbene possa sembrare un'abitudine particolarmente diffusa nel mondo gay, i dati in possesso dell'NHS dicono che il «chemsex» si sta diffondendo anche tra gli etero.

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