Sanihelp.it – È arrivato anche nelle sale italiane Zona d’Ombra (titolo originale Concussion), il film prodotto da Ridley Scott e diretto da Peter Landesman che racconta la storia di Bennet Omalu, il neuropatologo che ha cercato di portare all’attenzione pubblica americana le pericolose e sottovalutate conseguenze dei ripetuti traumi alla testa riportati dai giocatori di football americano.
«Non è affatto raro incorrere in una patologia neurologica, l’encefalopatia traumatica cronica, praticando lo sport più popolare in America. A forza di sbattere la testa, pur protetta dal casco, il cervello alla lunga ci rimette. Una botta qua, una là, un piccolo trauma cranico oggi e uno domani, la massa grigia viene danneggiata con conseguenze irreversibili: demenza precoce, perdita di memoria in giovane età, depressione e istinti suicidi. La National Football Association sta diventando un cimitero di ex glorie morte troppo presto, e si ostina a non ammettere il problema» a parlare, in una intervista a Ok Salute e Benessere è Will Smith, che nel film interpreta proprio il neuropatologo.
«Sto diventando un esperto di traumi cranici nello sport, ho imparato tantissimo al riguardo quando ho interpretato Muhammad Ali nel 2001: il Parkinson precoce di Cassius Clay sembra sia stata una diretta conseguenza di tutti i pugni presi in testa nell’arco della sua carriera. Ma se, parlando di pugilato, è facile intuire rischi per la salute, nel caso del football la relazione non è così immediata» continua l’attore «Intendiamoci, questo sport mi piace e non mi sognerei mai di abolirlo. Ma certamente le conseguenze a medio e lungo termine, anche dei traumi cranici minori, sono indiscutibili. Qualcosa bisognerà cambiare per rendere il gioco più sicuro. Occorre prima di tutto più trasparenza: sono contento di contribuire con il mio film a sensibilizzare il pubblico sui rischi per la salute del football»
Sull’argomento si è espresso anche un esperto italiano, Vincenzo Ieracitano, responsabile medico della Nazionale italiana di Rugby, altro sport non certo immune dalla concussione (trauma cranico che si manifesta con un’immediata, breve, alterazione delle funzioni neurali): «Nella National Football League (Nfl) americana esiste un duplice problema: una sovrapposizione tra l'encefalopatia traumatica cronica (una malattia degenerativa progressiva del cervello che generalmente si presenta in pazienti che hanno subito ripetuti traumi) e l'abuso di sostanze stimolanti» ha spiegato all’Adnkronos. «Non ci sono controlli antidoping e circolano anabolizzanti che complicano il quadro. La concussione, su cui il film fa luce, è uno dei rischi più frequenti degli sport da contatto, non solo il football americano o il rugby, ma anche il calcio con i colpi di testa. Ci sono studi su casi post-mortem che hanno evidenziato che tutti i casi di giocatori con encefalopatia traumatica erano legati a concussioni ripetute, ma non tutti i traumi alla testa portano allo sviluppo della malattia».