Sanihelp.it – Dice il saggio: «lo sport fa bene alla salute». E quasi sempre è vero. Tuttavia, come in ogni cosa, occorre non perdere di vista un altro savio proverbio, che recita così: «il troppo stroppia». Ovvero sia: l'esagerazione, l'eccesso, in qualsiasi campo, sortisce effetti negativi, e lo sport non fa certo eccezione. Siamo abituati a vedere i protagonisti delle varie discipline quasi come superuomini, esseri sovrannaturali toccati da una particolare grazia divina: ma come diceva il grande Muhammad Ali, «io corro sulla strada, molto prima di danzare sotto le luci». Tradotto: il talento è importante ma non è tutto, occorrono ore e ore di duro allenamento per diventare quei superuomini ammirati in televisione.
Lo sport a livello professionistico può dare grandi soddisfazioni, soldi e notorietà, ma qualcosa sicuramente toglie. E non solo per quel che concerne i sacrifici in termini di alimentazione, tempo libero, vita sociale: anche la sfera sessuale può risentirne. Almeno, questa è l'opinione degli urologi riunitisi in questi giorni a Roma in occasione del congresso «Qualità di Vita in Urologia e Andrologia», promosso e organizzato da Francesco Sacco, specialista del campo presso l'Università Cattolica Sacro Cuore – Fondazione Gemelli della capitale, con il patrocinio della Società Italiana di Urologia. Ma in che senso lo sport a livello professionistico può danneggiare la salute sessuale di un individuo che lo pratica?
Secondo l'opinione degli esperti, sport quali il culturismo, l'equitazione, il ciclismo ed il running, se praticato per più di 100 km a settimana, possono mettere a repentaglio la qualità della vita sessuale di coloro che ne hanno fatto una professione: sia per quanto riguarda i maschi che le femmine. Nonostante la disfunzione erettile sia infatti la maggior parte delle volte legata all'età, con il 50% degli uomini al di sopra dei 50 anni che ne soffre, alcune delle possibili cause del problema, che colpisce circa 100 milioni di italiani, sarebbe proprio l'eccessivo sforzo, oltre che l'uso di sostanze dopanti. La bicicletta, per esempio, determina una compressione della zona perineale che provoca un mancato afflusso di sangue e, di conseguenza, la perdita di elasticità. Dunque, il consiglio ovviamente non è quello di smettere la pratica sportiva, che se portata avanti con criterio e raziocinio al contrario migliora le performance sessuali: ma, appunto, cercare di evitare certi eccessi.