Sanihelp.it – Innovazione è la chiave per ridurre le morti legate a una mancata applicazione di terapie puntuali ed efficaci che, secondo una ricerca Eurostat, sono la causa, in Europa, di un decesso su tre.
Nelle malattie cardiovascolari, annoverate nello studio quale prima causa di decesso, l’utilizzo appropriato della tecnologia e l’innovazione nelle cure cardiologiche ha consentito negli ultimi 3 decenni di evitare circa il 20% delle morti. Un esempio è il triplicarsi delle vite salvate grazie all’utilizzo dell’angioplastica nell’infarto miocardico acuto e la riduzione della riocclusione dello stent coronarico dal 2 allo 0,2%.
Secondo i dati 2015, il numero complessivo di individui trattati con angioplastica coronarica è stato di 120.273, di questi 33.723 in corso di infarto miocardico acuto; gli interventi di cardiopatia strutturale sulla valvola aortica sono, invece, stati 3.457.
L’adozione della tecnologia adeguata deve essere inserita all’interno di un percorso di cura che consenta l’accesso a un sistema efficiente e ben coordinato anche sul territorio, per garantire opportunità di tempestivo accesso alle procedure primarie salvavita.
Indispensabile intraprendere percorsi finalizzati all’appropriatezza, che sappiano valutare e favorire l’utilizzo di tecnologie di comprovata efficacia rendendole disponibili a tutti coloro che ne hanno bisogno. Questo sarà possibile solo grazie a un sistema di governo dell’innovazione tecnologica che porti, da un lato, a una adeguata conoscenza delle tecnologie disponibili e, dall’altro, all’implementazione di appropriati percorsi diagnostico terapeutici che ne facilitino l’utilizzo.
L’innovazione tecnologica, unita all’individuazione del percorso terapeutico più adeguato, si pone come strumento ottimale per diminuire la mortalità garantendo, allo stesso tempo, una maggiore e migliore aspettativa di vita.