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Apnee nel sonno aumentano di 10 volte il rischio glaucoma

Sanihelp.it – La Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno, (OSAS dall’inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome) si caratterizza per la presenza di pause respiratorie della durata di almeno 10 secondi  e il forte russamento.


L’alterazione nella fisiologia della normale respirazione induce uno sforzo respiratorio notturno che influenza negativamente il normale funzionamento cardio circolatorio e ventilatorio con possibile compromissione dell’ossigenazione notturna e frammentazione del sonno. 

Ecco perché i pazienti OSAS sono 4 volte più esposti degli altri a sviluppare infarto e ictus e ogni anno si stima che siano 12mila gli incidenti stradali riconducibili a questa causa, con un bilancio di 250 morti ogni 365 giorni

. Ora uno studio pubblicato sulla rivista Acta Ophthalmology (Acta Ophthalmol. 2018 Mar 2. doi: 10.1111/aos.13693), mette in guardia su un altro potenziale rischio per i pazienti OSAS: sembrano essere 10 volte più a rischio degli altri di sviluppare glaucoma.

Secondo le stime disponibili in Italia sono 550000 i pazienti affetti da questa malattia la cui incidenza aumenta con l’avanzare dell’età.

Interessa infatti, il 10% delle persone con più di 70 anni ed è responsabile di circa 4500 nuovi casi ogni anno di cecità con 200000 persone non vedenti nella penisola per sua causa.

Si pensa che nel prossimo ventennio si registrerà un aumento fino al 33% delle diagnosi di glaucoma in Italia, con punte del 50% nelle regioni più longeve.


Durante le pause respiratorie che si registrano nei pazienti OSAS, molto probabilmente, la mancanza del corretto afflusso di ossigeno determina una diminuzione nella saturazione dello stesso, che induce l’elevazione della pressione oculare al di sopra dei 21 mmHg, il valore soglia della normalità e progressivamente si determina un danneggiamento del nervo ottico.

L’aumento della pressione endooculare rappresenta uno dei principali fattori di rischio dello sviluppo di glaucoma e induce la morte delle cellule gangliari: il loro danneggiamento determina la comparsa dei sintomi tipici della malattia, come la perdita periferica della visione.

Il glaucoma, purtroppo, è asintomatico fino agli stadi finali e i danni al nervo ottico sono prevenibili, ma non riparabili una volta verificatisi.

Ecco perché la prevenzione del glaucoma non può prescindere dal sottoporsi a visite oculistiche periodiche, almeno una volta ogni anno dopo aver compiuto 40 anni.

Per quanto riguarda, invece, i pazienti OSAS è bene sottolineare come la patologia sia più frequente in adulti e bambini obesi, con importanti accumuli di grasso su collo e viso: la prevenzione dell’obesità è un modo sicuro per prevenire anche le apnee notturne e tutte le sue complicanze. 

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