Sanihelp.it – Ogni confronto, per quanto vittorioso, è fonte di stress e nervosismo. Grazie all’Aikido verbale, che insegna a replicare alle aggressioni verbali in modo pacato, è solo chi attacca a subire gli effetti collaterali, per così dire, della sua aggressività. L’applicazione dell’Aikido verbale può essere semplificata in 3 punti: ricevere l’attacco con un sorriso interiore; rivolgere una domanda a chi attacca fino a destabilizzarlo; ripristinare un nuovo equilibrio.
C’è un aneddoto su Buddha, che aiuta a comprendere meglio i principi dell’Aikido verbale. Un giorno, un uomo che voleva rovinare la reputazione di Buddha, lo prese di mira e iniziò a gridare contro di lui ogni sorta di insulto. Ma Buddha rimase immobile. Quando l’attacco cominciò a scemare, Buddha disse: «Posso farti una domanda?» L’uomo assentì. «Se qualcuno ti offre un dono e tu lo rifiuti, a chi appartiene quel dono?» L’uomo ci pensò su un attimo e poi rispose: «In tal caso esso appartiene alla persona che l’ha offerto». «Giusto – continuò lui – così, se hai cercato di darmi qualcosa che ho rifiutato, a chi dunque appartiene?». L’uomo se ne andò, con la coda tra le gambe.
Questa piccola storia può insegnare molte cose, la prima è che i commenti offensivi e le osservazioni arroganti non vanno a segno semplicemente perché qualcuno li ha formulati, serve ben altro. A un attacco gratuito e rozzo, Buddha replica prima di tutto con la calma. Inizialmente, infatti, resta in silenzio, ma non per supponenza o mancanza di risorse, ma perché stava aspettando il momento giusto per entrare in discussione, cioè quando la violenza dell’attacco scemava.
La seconda strategia di Buddha è la gentilezza, quando chiede se può fare una domanda, che destabilizza l’avversario, e infine l’intelligenza. Con la seconda e la terza domanda, infatti, porta il discorso ad un altro livello e riprende completamente il controllo della situazione. Il succo dell’Aikido è esattamente questo: trovare la posizione nella quale si è fuori pericolo per prendere il controllo della situazione.
Buddha non insulta, non asserisce alcunché, né accusa o contesta. Accoglie gli insulti senza esserne colpito, trattando l’interlocutore con rispetto. Nel frattempo, però, lo porta dove vuole e con l'ultima domanda chiude il discorso, uscendone vittorioso. Ciò è possibile solo se si riesce al mantenere il distacco (quel sorriso interiore di cui si parlava all’inizio).
Reagire con equilibrata determinazione non è facile, soprattutto se si ha un temperamento sanguigno, ma rispondere ai commenti inopportuni senza offendere, con umorismo e intelligenza è una strategia che alla lunga paga. Vale la pena provare!