Sanihelp.it – L'obesità è una condizione legata ad un eccessivo accumulo di grasso corporeo: un problema particolarmente legato alle condizioni di vita moderne, che impongono molta sedentarietà e un'alimentazione poco salubre. Infatti, se agli inizi del XX secolo si trattava di una patologia piuttosto rara, già a partire dal 1997 l'Organizzazione Mondiale della Sanità parlava al contrario di una vera e propria epidemia globale, che non investe solo ed esclusivamente, come da opinione comune, la cosiddette "società del benessere", ovvero i paesi più ricchi, ma anche le nazioni in via di sviluppo. L'obesità è ritenuta la principale causa di morte prevenibile nel mondo, considerato che rappresenta un fattore di rischio per molte patologie gravi, tra cui diabete mellito, ipercolesterolemia, infarto, ictus e alcuni tipi di cancro, a carico di mammella, prostata, tratto gastroenterico, esofago, utero e reni: tutte condizioni che contribuiscono a diminuire l'aspettativa di vita di chi ne soffre, cosa piuttosto allarmante se considerato che, secondo i dati odierni, si tratta di un fenomeno che coinvolge anche bambini e ragazzini.
Uno studio condotto recentemente dal Leiden University Medical Center e pubblicato sulla rivista specializzata Radiology rincara la dose, sottolineando come l'obesità contribuisca addirittura anche alla riduzione di materia grigia nel cervello: un'associazione prevalentemente riscontrabile nei soggetti di sesso maschile. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori olandesi hanno analizzato i risultati di imaging cerebrale di 12 mila partecipanti ad uno studio condotto nel Regno Unito. Grazie alla risonanza magnetica gli scienziati hanno scoperto come maggiore la percentuale di grasso corporeo, minore il volume della materia grigia. Insomma, una ragione ulteriore per praticare attività sportiva e cercare di adottare una dieta il più equilibrata possibile.