Sanihelp.it – Il pene è da sempre il simbolo della virilitàmaschile e per questo molti uomini, sin dalla pubertà, sono sottoposti a pressioni sociali riguardanti le dimensioni del proprio organo genitale. Sin dall’antichitàsi sono cercati metodi più o meno invasivi per aumentarne il volume (la testimonianza più antica risale all’epoca egizia del 3000 a.C.) e oggi la medicina estetica ha fatto passi da gigante permettendo di ottenere ottimi risultati duraturi nel tempo.
Tra le tecniche di ingrossamento del pene le più utilizzate sono la falloplastica e il lipofilling. La falloplastica permette sia di allungare sia di ingrossare il pene, anche nella stessa sessione chirurgica. La procedura combinata, infatti, viene eseguita nel 70% dei casi, anche perché assicura la corretta proporzione tra circonferenza e lunghezza del pene. L’intervento, in genere con anestesia locale, non supera mai le 2 ore, e viene eseguito in day hospital, con dimissione del paziente il giorno stesso. Questo metodo è permanente e non prevede la necessitàdi futuri ritocchi. Nella maggior parte dei casi, l’aumento della circonferenza è di circa il 30%, mentre l’aumento della lunghezza può variare da 2 a 4 cm.
l lipofilling che permette di incrementare la circonferenza del pene fino al 30%. Questa metodologia non chirurgica consiste nel prelevare del tessuto adiposo dalla zona addominale (chiaramente filtrato e depurato dalla parte liquida ed ematica) per reinserirlo tramite iniezione in sede sub-dermica del pene. Questo tipo di intervento viene eseguito in day hospital in anestesia locale.
In alternativa, se non si vuole ricorrere alla falloplastica e al lipofilling, esiste una tecnica di ingrossamento del pene non chirurgica: il filler all’acido ialuronico. Il trattamento, che è indolore e avviene in ambulatorio (previa applicazione di pomata anestetica) è eseguito con aghi a estremitàarrotondata.