Sanihelp.it – È stato ipotizzato, in numerose occasioni, che la procreazione medicalmente assistita possa influenzare negativamente la salute del bambino. In realtà, lo stato di salute perinatale dei bambini nati dai trattamenti non differisce da quello riscontrato nei bambini nati con concepimento spontaneo. I possibili problemi di salute dipendono da fattori non strettamente legati ai trattamenti.
Uno dei fattori che viene erroneamente collegato ai problemi di salute del nascituro è la gravidanza ottenuta con l'uso di spermatozoi da donatore, associata a un rischio di nascita prematura e di neonati sottopeso. La prematurità è una malattia grave, che può portare a lievi ritardi intellettivi, a disabilità anche gravi e ad aumentare il rischio di insorgenza di alcune condizioni croniche come l’asma, per un mancato sviluppo polmonare completo del bambino nel grembo materno.
Nei casi più gravi, la nascita prematura può portare alla morte perinatale. Uno studio ha però dimostrato che non vi è alcun collegamento tra esiti perinatali avversi e il concepimento con sperma di donatore: le condizioni di salute dei bambini risultano paragonabili a quelle riscontrate nei nati con sperma del partner.
La gravidanza multipla – insieme all’iperstimolazione ovarica – è un'altra tra le complicazioni più gravi legate ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita. La maggior parte delle coppie che vi si sottopongono vedono la gravidanza multipla come un’occasione favorevole, senza prendere in considerazione le numerose complicazioni associate, che possono compromettere la possibilità di nascita di un neonato sano.
Il problema più importante e frequente è il parto prematuro: nelle gravidanze gemellari la prematurità si presenta nella metà dei casi, mentre nei casi di parti plurigemellari – 3 gemelli – la gravidanza termina prima della 37° settimana. Un periodo di gestazione inferiore comporta anche un peso alla nascita inferiore – al di sotto di 1,5 Kg – e una mortalità perinatale più alta. Questi problemi di salute del bambino riguardano tutte le casistiche di gravidanze gemellari, anche quelle ottenute con concepimento naturale.
«Nell’ambito dei trattamenti di fecondazione assistita le possibilità di successo sono quasi sempre maggiori con il trasferimento di più di un embrione. Presso la nostra clinica, per esempio, non effettuiamo quasi mai transfer multipli, ma ci impegniamo a trasferire un singolo embrione in ciascun ciclo – spiega il professor Antonio La Marca, Coordinatore Clinico della Clinica Eugin di Modena – I rischi per la salute del bambino, legati alle gravidanze gemellari, non dipendano direttamente dai trattamenti di PMA, ma dalle competenze dei medici o dalla volontà della clinica di vantare tassi di successo migliori».