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Future 50 Food

Sanihelp.it – Il World Eat for Good Day del 19 febbraio è stata la giornata propizia per Knorr per invitare tutti a sostituire almeno un ingrediente nella preparazione delle  ricette di tutti i giorni, un piccolo gesto che, non solo aiuta a sconfiggere la noia durante i pasti, ma aumenta il valore nutritivo e abbassa l’impatto ambientale dei nostri pasti.


Proprio Knorr insieme al WWF ha stilato una lista di 50 alimenti alimenti che dovremmo mangiare di più perché sono naturalmente nutrienti, hanno un impatto inferiore sul nostro pianeta rispetto agli ingredienti di origine animale e possono aiutare a salvaguardare il futuro dei nostri alimenti.

La monotonia dei pasti è un problema di portata globale: il 75% dell’approvvigionamento alimentare mondiale proviene da sole 12 specie vegetali e 5 specie animali.

Solo 3 (riso, mais, grano) costituiscono quasi il 60% delle calorie assunte nell’intera dieta di una persona, nonostante ci siano 50.000 specie di piante commestibili.

Questo non solo annoia i nostri palati, ma esclude molte preziose fonti di nutrimento e sottrae quantità eccessive di risorse al pianeta, danneggiando la Terra.

A novembre sempre Knorr ha lanciato l’idea del Ricettario del Buon Cibo, per unire salute e ambiente.

Il Ricettario del Buon Cibo è un collettore di ricette presentate in modo innovativo, sulla base del loro effetto sulle persone (quindi dal punto di vista nutrizionale) o sul pianeta (quindi dal punto di vista ambientale), mettendo in evidenza l’importanza di un approccio consapevole all’alimentazione, utile proprio nella situazione attuale che vede da una parte la messa in discussione delle vecchie routine e dall’altra il consolidarsi di nuove abitudini e stili di vita.


Pionieri di questo movimento sono i nonni, è rinomata infatti la loro saggezza e destrezza in cucina e, andando ad esplorare gli ingredienti del futuro, abbiamo scoperto essere gli stessi alimenti della tradizione che non sono mai mancati sulle loro tavole, i cibi del futuro infatti non sono altro che quelli del passato, come ad esempio le lenticchie.

Che cosa dovremmo fare in pratica? Ecco degli esempi pratici:

Sostituire la carne di manzo con le lenticchie per ottenere 10 volte più fibre e l’assenza di grassi saturi, le lenticchie emettono circa l’80% in meno di gas serra rispetto alla carne macinata. Se si prepara questo pasto una volta al mese per un anno (usando le lenticchie al posto della carne di manzo), si riducono di circa 25 kg le emissioni di gas serra.

Ricetta consigliata dal Ricettario del Buon Cibo: i pancake a basso impatto ambientale

Sostituire il pomodorino rosso con il pomodorino arancione.

Consumare varietà di verdure meno comuni, come i pomodorini gialli o arancioni, stimola i produttori ad ampliare la varietà di colture, migliorando così l’agrobiodiversità e rendendo il sistema alimentare più resiliente.

pomodorini arancioni contengono fino al doppio di vitamina A e folato (vitamina B) rispetto ad altri tipi di pomodori.

Ricetta consigliata dal Ricettario del Buon Cibo: Gli gnocchi

Sostituire il radicchio con il crescione: Il crescione è considerato un superfood grazie al suo alto contenuto di vitamine, in particolar modo betacarotene, vitamina C, vitamina K e A.

.Ricetta consigliata dal Ricettario del Buon Cibo: La pasta con il crescione

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